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  • «… Fabio Di Fonso illustra l’organizzazione del sistema della posta militare e i metodi di contestualizzazione di queste corrispondenze mediante i quali è possibile risalire al luogo in cui operavano i militari e in quali azioni erano impegnati nel momento in cui scrivevano i loro messaggi. In quest’ottica, le comunicazioni assumono il carattere di testimonianza diretta delle vicende belliche di cui furono protagonisti, con tutto il carico di umanità che è facile immaginare.» Dalla presentazione del Prof. Fabio Valerio Maiorano
  • C’è un Abruzzo nascosto tra le pieghe della devozione popolare. È l’Abruzzo del presepe, quello che il Beato Agostino da Assisi – discepolo prediletto di San Francesco – volle rappresentare nella notte di Natale del 1225, a Penne, nel cuore delle montagne vestine. Tra i versi di d’Annunzio e le immagini del folklore raccolto da Antonio De Nino, Il presepe abruzzese è un viaggio nella fede semplice e profonda di una terra che ha saputo fare del Natale una scenografia sacra, viva e partecipata. Un libro che intreccia storia, musica, tradizione e letteratura per restituire al lettore non solo un racconto, ma un’esperienza dello spirito. Dalla Prefazione di S. Em. Cardinale Angelo Comastri: «Il Dott. Enrico Di Carlo ha fatto un’accurata ricerca e racconta che, poco dopo di Greccio, il Beato Agostino di Assisi allestì a Penne (Pescara) un Presepe simile a quello di Greccio. E l’umiltà e la semplicità e la bontà degli Abruzzesi è diventata un terreno fecondo per far nascere una meravigliosa tradizione del Presepe».
  • Un grosso libro può essere un grande malanno, lo sosteneva Callimaco , un faro di cultura, mica un coglione! Il linguaggio da caserma si potrebbe evitare? Sono un ex militare e narro storie di guerra, di ruberie e di sesso a buon mercato, che altro vi aspettavate? Invito comunque a non ritenere affidabile la narrazione storica, mentre tutti i personaggi sono inventati, anche quando abbiano nomi di donne e uomini realmente esistiti, cui ho attribuito fatti e dichiarazioni di fantasia. Ho inoltre utilizzato Mycroft Holmes, personaggio creato da Arthur Conan Doyle, pur rinunciando al fratello Sherlock, che ho torturato abbastanza nel primo romanzo. Per quanto riguarda Ravenna ringrazio Roberto Stanghellini, che mi ha concesso le immagini della sua collezione, attraverso cui ho descritto un territorio particolare, reso tale dai boschi di pino marittimo, dai numerosi canali e dalle paludi. Merrisiano Caldironi mi ha aiutato col dialetto romagnolo, Enzo Paolini, Alfredo Del Monaco e mio fratello Raimondo devo ringraziarli invece per l’editing. La grafica è di Luciano Dionisi. Tanto premesso auguro una buona lettura.
  • Il Velo

    21,50
    Il Velo non è solo un libro d'arte, ma una finestra verso ciò che non osiamo guardare. Le opere di Giorgio Rizzo affrontano con cruda discrezione il velo imposto: quello islamico, che opprime e imprigiona la libertà di milioni di donne, ma anche quello invisibile delle nostre convenienze occidentali, che nasconde verità inconfessabili; e il velo simbolico che ogni civiltà tende per non vedere le sue stesse lacune. Attraverso disegni in carboncino su carta di lino, Rizzo trasforma il segno in testimonianza visiva: volti che sono ferite, simboli che sono domande. Non è arte decorativa, ma percorso civile: opere che interrogano, non consolano. Il Velo è una finestra che riguarda tutti, perché in fondo, siamo velati da qualcosa che non ci appartiene.
  • Un racconto autobiografico vivo, emozionante e sorprendente, che ripercorre momenti decisivi della vita del protagonista. Dal lungo viaggio di "fuga" dalle cittadine interne verso le coste, già negli anni '50, alla ricerca di nuove opportunità commerciali, alla rivoluzione giovanile e culturale del 68 e al conflitto generazionale. Il mito di Luigi Tenco, l'importanza degli insegnanti virtuosi la perdita di amici per atti di eroismo o per malattie letali sono solo alcuni degli elementi che tessono il racconto. La narrazione attraversa anche l'inizio della carriera professionale, le gesta di imprenditori "illuminati", e la lungimiranza di medici dalle intuizioni straordinarie. Non mancano momenti di ironia e autoironia, riflessioni sul valore dell'amicizia e degli insegnamenti di Dale Carnegie sulle relazione interpersonali, con la forza delle lodi e della gratificazione. Un percorso che esalta il valore dello studio, della politica, e la consapevolezza che il tempo scorre, inesorabile, e non è infinito.
  • Un’atmosfera avvincente, questa dell’antologia di Gialli di Vittorio Sirolli, in cui lo svogliato farmacista (“farmacista per hobby”) Giulio Fantini si trasforma in un investigatore appassionato di misteri. Insieme alla determinata e sagace detective (questa volta di professione!) Ginevra Astolfi, affronta omicidi enigmatici e casi intricati, mentre deve destreggiarsi tra le complicazioni sentimentali con Claudia. Tra vari colpi di scena, Giulio si ritrova anche alle prese con il particolare rapporto di amore-odio con il medico legale Giacomo Parriello, personaggio tanto scostante quanto bravo e puntuale nel suo lavoro. Una serie di avventure che terranno con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
  • La Guida del Cammino è uno strumento agile, tascabile, di facile consultazione, che il pellegrino potrà portare con sé per scoprire tutte le meraviglie di un percorso unico e straordinario.  La prima parte illustra una ad una le 29 tappe (+ le 3 tappe della “Variante montana”), descrivendone le peculiarità salienti, le caratteristiche plano-altimetriche e i principali punti di interesse; per ogni tappa saranno presenti la cartina dettagliata, realizzata su base Google, e appositi focus sulle emergenze culturali più importanti, nonché brevi note sui Comuni sede di tappa. La seconda parte, invece, contiene approfondimenti sugli aspetti storico-culturali del Cammino, con alcuni brevi saggi che raccontano della millenaria presenza umana lungo il percorso: transumanza e tratturi, eremitismo e monachesimo, santuari e luoghi di culto, con un ricco apparato fotografico. Alla fine del volume ci sono notizie utili, raccomandazioni, consigli e suggerimenti per chi si mette in cammino. Uno strumento indispensabile, che accompagnerà il pellegrino dalla partenza all’arrivo.
  • Reggio Emilia, 1507 La discordia domina le grandi famiglie, schierate o coi Conti Bebbi o con gli Scajoli. Basta una parola a scatenare risse e i primi morti giacciono nelle strade. Colpiti da un severo bando, tre dei giovani Bebbi devono lasciare la città, ma dove non arrivano magistrati corrotti, giungono i sicari. Lacerati dal lutto, i fratelli braccano gli assassini. Son disposti a stringere amicizia perfino con canaglie come il Morotto: tutto, pur di punire i mandanti. Tra risse, sfide d’oratoria, sotterfugi, battaglie e sabba, le fazioni inaspriscono lo scontro con la Legge e con la spada. Nel secondo volume de “Gli alfieri del Duca” i Bebbi son impegnati sia a cercare di placare il proprio dolore nel sangue, sia a sostenere il buon amico Conte di Novellara a proteggere i suoi feudi.
  • Reggio Emilia, 1501. I giovani fratelli Bebbi, stanchi di assistere in silenzio allo spadroneggiare di Zoboli e Scaioli, non capiscono perché il padre non si opponga, come dovrebbe la longa manu del Duca d’Este. Sentono il dovere di fare ciò che il genitore sdegna: prendere in mano la fazione. La disputa tra Zoboli e Benedettini, tra la zia Badessa a una suora degli Scajoli, offre ai Bebbi l’occasione di farsi valere. La discordia del convento si spande per Reggio e i Bebbi imparano presto che pure le buone azioni si pagano. Tra le cospirazioni sussurrate, una minaccia il Duca Alfonso e i Bebbi dovranno salvarlo, mentre gli Scaioli ambiscono a scalzare gli Zoboli. Con «Il convento della discordia» si consolidano le fazioni che nella saga «Alfieri del Duca» combatteranno per gli Este o il Papa.
  • Chi è realmente la donna ritratta nel celebre dipinto di Leonardo da Vinci? In un racconto di intrighi e passioni, storia e fantasia si intrecciano. Isabella d’Aragona, emblema di ribellione contro una dinastia maschile, emerge come protagonista di una lotta per il potere e la libertà. Scopriamo una Isabella fragile, eppure indomita, determinata a riscrivere il proprio destino. L’incontro tra Leonardo e Isabella dà vita a un’alleanza inaspettata. Insieme, si trovano a fronteggiare le insidiose macchinazioni dell’oscuro Ludovico Sforza, determinato a usurparle il potere. Con un ritmo avvincente, il romanzo cattura l’immaginazione e trasporta il lettore in un’epoca affascinante. Isabella diventa simbolo di resilienza, conferendo alla narrazione una profonda dimensione storica e umana.
  • “Sherlock e Gabriele” mi era piaciuto (come ogni scarrafone ...), ma non pensavo ad un seguito. Il Mar. Luigi Bargelletti dei RRCC aspettava però, nei recessi della mia coscienza, indomito lottando contro il crimine; poi sono venute in suo aiuto tre Regie G.d.F. Disponevo così di quattro militari, per affrontare la I G.m., pochi, per contrastare il malaffare. Le Regie sono state indisciplinate, perchè, dopo essere trasut e’sicc, come militari, se’s’ò mis e’chiatt’, come investigatori, indagando su fatti di corruzione paradossali, seppur reali, come il commercio delle ossa dei caduti, utilizzate per farne concime, ma sempre attuali. Avevano seguito d’Annunzio a Fiume, da Arditi, ma, dopo quella parentesi entusiasmante, si sarebbero trovati a dover tornare nei ranghi, seppur non alla fame, come accadde ad altri reduci, che indossarono la “camicia sordida” pur di sbarcare il lunario. Grazie al Comandante iniziano invece una nuova vita, pur in tempi difficili che vado a narrarvi.
  • L’alfiere è un pezzo del gioco degli scacchi che, a differenza del cavallo (vds. “La mossa del cavallo” di Andrea Camilleri), è incapace di mosse a sorpresa (e geniali), ma risulta piuttosto mobile, caratteristica non infrequente tra gli investigatori poco accomodanti. Il nostro appartenente a tale pur rispettabile categoria viene “spostato” dal giocatore dove più gli fa comodo, da un lato all’altro della scacchiera (dello scacchiere bellico del secondo conflitto mondiale) in un biz; disturbava forse gli intrallazzi del potente di turno? Qualcuno ha già conosciuto il mag. Ovidio Cioni della RGdF? Ha fatto carriera, non molta in verità, ma qualche amicizia importante può vantarla; nel complicato mondo dei militari, della polizia e delle spie in cui si trova ad operare può essere essenziale; consegue così un importante risultato, per niente scontato… sopravvive.
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