• Quella casa nel vento è una storia d’amore ed emigrazione tra Italia e Argentina, in pochi giorni una nuova vita, il vero amore per due anime perdute. Un romanzo denso di emozioni che trasporterà il lettore in un viaggio dell’anima.
  • L’opera ha un nucleo di partenza, costituito dal racconto “Il Testimone“, collocato storicamente più indietro rispetto agli altri e con un “sequel “diretto (ma ci sarà spazio per un racconto intermedio) ne “La morte della regina“, e per argomenti e schemi comuni sono derivati tutti gli altri. L’idea di fondo è che dal ‘400 in avanti la musica abbia offerto un tramite all’alchimia per diffondersi e trasmettersi, analogamente a quanto era avvenuto con la pittura, la scultura, la poesia e l’araldica. Se però in questi altri ambiti sono apparsi studi più o meno approfonditi, per la musica ciò è avvenuto molto meno: per colmare questo vuoto, già da qualche anno l’autore si è impegnato a diffondere tramite saggi ed articoli, a stampa e su blog, i risultati di una minuziosa ricerca. Una parte di tale studio è riportata nel saggio che accompagna o più propriamente introduce e contestualizza i racconti. Questi ultimi aggiungono il fascino di una narrazione animata a dati storico-filologici forse meno solidi scientificamente, ma pur sempre interessanti come ipotesi, per di più niente affatto infondate. Nei racconti quasi tutti i personaggi sono realmente esistiti, spesso indicati con il solo nome di battesimo per lasciare al lettore la possibilità di scoprire autonomamente la loro vera identità.
  • Giulia e Alex hanno finalmente coronato il loro sogno d’amore e le mille peripezie affrontate per riuscire a stare insieme fanno ormai parte di un ricordo lontano. Sono passati i tempi delle fantasie  romantiche quando il desiderio più ambito coincideva con un semplice bacio, ora ciò che conta per entrambi riguarda quasi esclusivamente la sfera pratica della vita matrimoniale e riuscire a trovare un equilibrio tra lavoro e famiglia o dimostrarsi in grado di far crescere la piccola Anna nella maniera più serena possibile sono lo scopo primario che i due si prefiggono ogni mattino nell’affrontare un nuovo giorno insieme. Purtroppo la realtà non è come la immaginavano e la poca confidenza con una città fredda e impersonale come Milano, ancora per lo più sconosciuta ad entrambi, e la precarietà di certe condizioni dovuta all’incombenza di molti impegni inderogabili, non li aiuta ad avere un percorso lineare e agevole come qualsiasi altra coppia nella medesima situazione.Ma Giulia e Alex, al contrario di altri comuni innamorati, sanno di poter contare su un amore solido e già fortemente messo a dura prova, tanto da non temer alcun agguato e sentirsi invulnerabili anche di fronte alla prova più ardua da superare. Ma sarà davvero così?
  • Stella ha 16 anni, scrive poesie e ha un rapporto conflittuale con il proprio corpo. Non riesce ad accettarsi per come appare all’esterno ed evita in ogni modo di vedere la propria immagine riflessa nello specchio. Inoltre, la sua vita sembra continuamente disseminata di dispiaceri e insoddisfazioni, come se ci fosse un’ombra che sovrasta e opprime la sua esistenza. Ma ogni ombra può essere rischiarata da una luce, da un bagliore che apre uno squarcio nel buio. Specchio e anima è la storia di un’adolescente alle prese con i problemi familiari, la scuola, i rapporti con i propri coetanei e un passato complicato. È la storia di un percorso interiore ed esteriore.
  • Esperienze di vita, gusti sessuali e passioni vissuti a Milano con apparente normalità si riveleranno nel tempo segni premonitori di un vortice di perdizione e irrazionalità in cui cadranno sei amici. Una ricerca li porterà a raggiungere le montagne della Val Venosta e un castelletto sul lago di Resia. Totalmente soggiogati dal mistero che si cela tra le mura di quella residenza, si consumeranno tra loro momenti di piacere assoluto ai limiti di una violenza di cui non avranno consapevolezza. Malefiche melodie sprigionate da un pianoforte li porteranno in breve tempo a viversi sulla sottile linea di confine tra godimento e dolore, tra eros e morte come fossero in equilibrio precario sulla lama tagliente di un coltello. Una macabra presenza cercherà di aiutarli. Una storia impensabile che s’incastra tra i meravigliosi paesaggi di un luogo suggestivo e si aggancia ad un fatto di cronaca realmente accaduto, un grave incidente, una sola donna sopravvissuta, una leggenda che diventa incubo. Un thriller erotico che si rivela poco a poco, pagina dopo pagina, in cui ogni dettaglio gioca un ruolo importante e nulla è lasciato al caso.
  • Dall’atmosfera solare e salmastra di Napoli ai paesaggi montani del Trentino: questo il percorso geografico nel quale si snodano gli avvenimenti di Tante piccole bugie. Anna e Fara, amiche per la pelle dai banchi del liceo, appena finita l’università vengono contattate da un’azienda di Renon. Abbandonano così le sicurezze e gli affetti familiari per trasferirsi al nord. Il loro ingresso nel mondo del lavoro e nel nuovo paese è accompagnato dall’inevitabile bagaglio di speranze e di incertezze, di esperienze e di incontri, che la vita porta con sé. Come riconoscere, allora, gli amici dai nemici? I sentimenti veri e quelli fasulli? Potrà la verità prevalere sulla menzogna, sulle tante piccole e grandi bugie disseminate ora in buona ora in cattiva fede? Un’inspiegabile sparizione tingerà di giallo e di mistero la trama, rivelando infine, in maniera inequivocabile, la linea sottile, ma netta, che divide l’essere dall’apparire. Occorrerà un animo davvero coraggioso e tenace per combattere contro la falsità e la corruzione, per fare luce su una realtà marcia e spietata.
  • La cattedrale di S. Tommaso Apostolo, la piazza antistante, sede del mercato cittadino, Corso Matteotti con i suoi palazzi più importati, il Castello con la sua monumentalità e la sua imponenza, l’Orientale, il Palazzo Farnese, la piazzetta del pesce e la Piazza Plebiscito con il fossato verso il nord, racchiudono come in un abbraccio, nel loro insieme, la realtà del quartiere storico originale della Città di Ortona. All’interno di questo “abbraccio” permanevano tracce significative che avevano formato le abitudini e i costumi caratteristici locali. In questo ambito hanno trovato spazio senza interferire negativamente, ma integrandosi fra di loro in modo emblematico, le attività storiche della Città di Ortona. Quando si percorre la Via dei Pescatori, chi è capace di lasciarsi andare alla sensibilità, sente ancora le tipiche frasi dei pescatori, il loro vociare forte e diretto, che rimaneva lontano ed avulso dalla signorilità di chi abitava sul Corso Matteotti o sulla Piazza. C’era nel quartiere una realtà urbanistica dei naviganti, dove le loro famiglie, guardando l’orizzonte mutevole dall’Orientale, potevano vedere la lontananza dei loro cari. La forte presenza della realtà contadina si era ricavata il suo spazio funzionale, le loro case tipiche avevano negli ingressi il posto dove commerciare giornalmente i prodotti della terra, le bottigliette con il vino appese all’esterno erano un richiamo esplicito. Anche i commercianti avevano la loro rilevante e significativa presenza che da Palazzo Farnese a Piazza Plebiscito custodivano il margine sud del quartiere. Gli artigiani con le loro attività rappresentavano una forza vitale, la maestria incontestata di personaggi notati di evidenti capacità ha formato generazioni di professionisti. Gli artisti poi, avevano una presenza diffusa e significativa con una funzione di collante dell’intero Quartiere che viveva intorno e della presenza forte e unica della Cattedrale di S. Tommaso Apostolo. La sfortuna volle che il fronte bellico con la sua mortale distruzione soffermò il suo alito su quella delicata ma indimenticata realtà. Maledetta Guerra!
  • Un barman, un uomo ed una donna misteriosa. E un cocktail. Unico e vero motore degli eventi.
    "Cosa ti faccio ragazzo?" "Il solito..." "Lo dici in modo strano..." "Vorrei che tu lo faccia buono come la prima volta..." "Perché?"... "Perché è l'ultimo che berrò, dopo di esso non me ne dovrai fare più..." "Sei sicuro?" "No. Ma ci devo provare...devo uscirne fuori altrimenti..." "Altrimenti cosa?" "Non lo so di preciso ma non sarà bello...non lo sarà per nessuno..." "Così mi fai paura." "Io ce l'ho già addosso la paura...mi è entrata dentro e non ne vuole sapere di andare via ed ha il volto di una donna..." "Questa è ossessione..." "Non so cosa sia...ma una cosa è certa..." "Cosa?" "Mi sta distruggendo. Piano. Da dentro. E ho paura...".
  • È “il raccolto” di un percorso tormentato e sofferto, dove la rabbia ha portato alla luce la parte interiore di me, mostrandomi l’uscita dalle tante gabbie mentali che, in alcuni casi, il passato induce a costruire per auto- difesa. Un “raccolto” su un terreno coltivato con la passione per la vita col sorriso sulle labbra, nonostante le sventure, le cadute e gli ostacoli. Un “raccolto” di: “aspiranti” poesie, dediche e riflessioni, in cui gli Angeli mi hanno fatto sentire la loro presenza nei momenti più difficili, quando stavo per mollare. E in quei momenti, in cui si ha bisogno “d’un sogno forte e grande” che restituisca la grinta per non arrenderci ad una utopica e scontata… sorte.
  • Viaggiare per scoprire luoghi mai immaginati.Viaggiare per incontrare persone diverse da noi.Viaggiare per capire che siamo immersi in un mondo ricco e colorato da custodire con coraggio, passione e tanta allegria. Girovagando per l’Abruzzo. Insieme.
  • “Una passeggiata nella storiatra Eroi, ricordi e tradizioni” rappresenta la ricostruzione originale e profonda di eventi storici e di fenomeni sociali che hanno lasciato un segno indelebile nelle coscienze degli individui. Nella prima parte vengono approfondite tematiche e vicende relative alla spedizione in Russia avvenuta durante la Seconda guerra mondiale: in particolare ci si sofferma sulla figura e sulle gesta del reduce Antonio Malascorta. La seconda parte è dedicata agli anni ’90, che hanno rappresentato una rivoluzione socio-culturale e politica generalizzata. La terza parte contiene un aggancio che tiene ancorato l’autore al proprio paese: si fa riferimento al vino Montonico e alla vendemmia intesa come momento di aggregazione.