• L’esperienza poetica di Angelo Sirena continua a inseguire un equilibrio tra la ragione e l’ineffabile, la memoria che sbiadisce e la ricerca dell’eterno, incentrandosi su un nodo tragico intriso di solitudine, meditazione, dubbio e pretesa di senso. La realtà appare come caos germinale di difficile messa a fuoco e la sua decifrazione si esprime in grumi espressivi o lenti spettacoli introversi sul proprio destino che ricorda, a tratti, il nichilismo apatico di Gozzano. Al profondo scetticismo dei lavori precedenti in cui l’uomo appariva lo spettatore inerte alla finestra del tempo, viene adesso opposto l’argine di una rivelazione, di un sentore divino che spalanca le porte alla speranza.
  • Un itinerario poetico sull’infinito, l’eterno, il contrarsi della vita e lo spalancarsi di nuove dimensioni. L’opera ripropone incessantemente il rapporto di adesione ed evasione nei confronti della realtà, il dinamismo interiore della ricerca, della domanda, del destarsi di interrogativi inesorabili che i ritmi compulsivi del presente non possono rimuovere. Una poesia dunque immanente e trascendente, mai ovvia, che offre il fianco a esplorazioni e riflessioni nuove sul nostro tempo. Oltre le implicazioni individuali ci confrontiamo con mondi poetici remoti e indizi di archetipi danteschi e leopardiani che non smettono di offrire una visione sulle contraddizioni che affliggono l’uomo contemporaneo.
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