• Sottotitolo: Dall’avidità dell’homo oeconomicus alla speranza nell’homo reciprocans prefazione di Luca Telese Avidità, isolamento, mancanza di legami relazionali: sono le caratteristiche dell’homo oeconomicus, un “prodotto” della società neoliberista che agisce per massimizzare il proprio benessere (o vantaggio) senza tenere conto del contesto sociale e morale in cui è inserito. All’opposto c’è l’homo reciprocans, per il quale sul mercato gli uomini non scambiano soltanto beni e servizi: c’è anche un rapporto di reciprocità che va oltre la connessione economica. Sta nella distinzione del comportamento tra individui la differenza fra l’economia politica e l’economia civile: la prima si fonda sullo scambio di equivalenti, da cui deriva l’efficienza, e il principio di redistribuzione per garantire l’equità; l’economia civile, invece, a queste due “regole” aggiunge la reciprocità, alla base della fraternità. E l’uomo “reciprocante” è l’unica via d’uscita per un futuro migliore per tutti: ce lo ricordano, tra gli altri, i Pink Floyd, Leopardi, Goldrake, Godot e i Miserabili.
  • «Le forbici, tagliando, creano divisioni e frantumano l’umanità; l’ago, invece, tesse la trama e l’ordito del dialogo, in ogni circostanza. Recidere no, cucire sì e anche ricucire, se serve (…) in un mondo capovolto: di qui l’urgenza di imboccare la strada che ci faccia ascoltare l’altro. (…) Dobbiamo reinventare un’economia che non sia più quella dei depressi ma dei virtuosi, che susciti empatia, che non sfianchi le comunità, che implementi le sinergie, che ci faccia sentire non più soli».
  • prefazione di don Luigi Ciotti Affiancare il senso alla misura è un’operazione perfetta se l’intermediario tra i due termini è il denaro. Se il denaro è ormai la misura di tutte le cose, il fine della nostra esistenza, esso è in grado di dare, purtroppo, anche un senso alla nostra vita: tutto è orientato verso di sé. E incentra- re la vita sul denaro significa rifiutare la moderazione, che non è altro che il rigetto della misura, con uno slittamento del senso negli eccessi.
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