Narrativa

  • Rododendro

    15,00
    Nel paese immaginario di Rododendro, Davide cresce tra solitudine, bullismo e il rifiuto della propria omosessualità. Fin da bambino impara a nascondersi, a piegarsi agli altri, portando dentro di sé un senso di vergogna e inadeguatezza che lo accompagna negli anni. L’incontro con Nicolò, carismatico e ambiguo, lo trascina in un mondo affascinante e crudele, in cui l’amore si mescola all’inganno. Sullo sfondo di una provincia soffocante e una Roma in fermento, tra amicizie, tradimenti e il sogno di fare cinema, Davide attraversa cadute dolorose e momenti di rinascita, intraprendendo un percorso che lo porterà a confrontarsi con la verità più difficile: accettarsi. Una vicenda vibrante e dolorosa in cui la fragilità diventa ricchezza interiore e la via attraverso cui conquistare la libertà.
  • Sotto un ponte che divide la città esiste un mondo che nessuno vuole guardare. Da una parte la normalità rassicurante. Dall’altra, lungo la riva del fiume, una suburra di esclusi: vite sospese tra i rifiuti di una metropoli opulenta e indifferente. È qui che Mauro approda dopo un licenziamento improvviso, quando il lavoro perduto comincia a incrinare non solo la sua stabilità economica, ma la sua stessa identità. Abbandonata la moglie e la casa scivola in un non-luogo dove il confine tra lucidità e follia si assottiglia ogni giorno di più. Il fiume sembra chiamarlo, la città di cemento lo inghiotte, e la discesa diventa metamorfosi. Più sirene che usignoli è un viaggio nell’inferno urbano e interiore, dove realtà e finzione si contaminano e il lettore è chiamato a chiedersi fino a che punto la caduta di un uomo possa diventare la propria.
  • Misoghi

    15,00
    Un viaggio ai confini del mondo e di sé stessi. Riccardo parte per il Circolo Polare Artico con un obiettivo tanto affascinante quanto spaventoso: immergersi accanto a orche e balene, nonostante una fobia radicata e paralizzante per gli animali. È il culmine di un lungo percorso di preparazione fisica e interiore, fatto di apnea, bagni gelidi, allenamenti solitari e notti di panico. Ma è anche un viaggio nella memoria: tra ricordi familiari, legami profondi e avventure. Attraverso un’alternanza di presente e flashback, Misoghi, danzando tra le orche racconta il lento, faticoso cammino verso la libertà emotiva. Un romanzo di rinascita, in cui la paura non è un ostacolo da eliminare, ma una compagna da guardare in faccia. Perché solo attraversandola si può tornare a respirare davvero.
  • Oltre un secolo di ciclismo a Chieti e sul Block Haus

    Effetto rosa nasce dall’esigenza profonda di restituire alla comunità una memoria condivisa, fatta di sport, territorio e identità collettiva. Non è soltanto un libro di ciclismo, né una semplice cronaca delle tappe del Giro d’Italia che hanno attraversato Chieti e l’Abruzzo: è un’opera che racconta come uno degli eventi sportivi più popolari del Paese abbia contribuito, nel corso di oltre un secolo, a costruire un immaginario comune, a rafforzare il senso di appartenenza e a dare voce a una comunità alle volte rimasta ai margini delle grandi narrazioni nazionali. La scelta editoriale di pubblicare Effetto rosa si inseri­sce pienamente in un progetto culturale che considera il libro come strumento di impegno civile. Attraverso un rigoroso lavoro di ricerca storica, giornalistica e iconografica, gli autori intrecciano le vicende del Giro d’Italia con la storia sociale, politica e urbanistica di Chieti e del suo territorio, dimostrando come lo sport possa diventare chiave di lettura privilegiata per comprendere le trasformazioni di una città e della sua gente. Dalle prime edizioni della “Corsa Rosa” ai grandi campioni che hanno fatto la storia del ciclismo, dalle tappe epiche sul Block Haus alle figure simboliche del ciclismo abruzzese, il racconto restituisce dignità e visibilità a un patrimonio spesso tramandato solo oralmente. Su questa scia, Effetto rosa rappresenta anche un atto di responsabilità verso la memoria locale. Pubblicare questo libro significa sostenere una narrazione che valorizza il territorio, le sue eccellenze paesaggistiche e culturali, ma soprattutto le persone che lo hanno animato: organizzatori, giornalisti, atleti, appassio­nati, cittadini comuni. È un’opera che riconosce allo sport un ruolo sociale fondamentale, capace di unire generazioni diverse, superare divisioni politiche e sociali, e offrire momenti di condivisione autentica anche nei periodi più complessi della storia italiana, dal dopoguerra agli anni delle tensioni civili. Inserito nella collana “Storie di sport”, Effetto rosa in­carna l’idea di un’editoria attenta al territorio e alle sue comunità, che non rincorre la sola attualità ma investe sulla memoria come bene comune. Un libro pensato non solo per gli appassionati di ciclismo, ma per chi crede che raccontare lo sport significhi raccontare la società, le sue fragilità e le sue speranze. Pubblicarlo vuol dire affermare che anche le storie locali hanno valore universale, e che la cultura, quando nasce da un legame autentico con il territorio, può diventare strumento di consapevolezza e di futuro.
  • Un fluido misterioso circola e si diffonde tra le pagine de Allo specchio dell’anima, libro autobiografico di Federica Zanca, in cui l’autrice ripercorre gli avvenimenti della sua vita dal 2002 ai giorni nostri. È un magma sottile e magnetico, che scava nelle viscere della terra come nelle radici degli individui, e parla di sogni e di libero arbitrio, di amore e morte, di destino e di realizzazione di sé: temi atavici, appassionanti, spesso tra loro antitetici, con i quali ogni uomo si trova a fare i conti. La ricerca, da parte della scrittrice, della propria identità diventa tutt’uno con l’aspirazione all’armonia interiore, con il desiderio di un’esistenza improntata sull’amore e con l’esperienza fondante della maternità. Una storia di indomabile ribellione, sulle tracce della felicità.
  • Antonio, ferroviere, si trova suo malgrado trascinato negli eventi drammatici della Seconda guerra mondiale. Dopo i bombardamenti del 1943 e l’occupazione tedesca, la sua esistenza tranquilla viene sconvolta per sempre. Per proteggere la sua famiglia, compie gesti che lo porteranno a essere un ricercato costantemente in fuga. Si nasconde quindi tra i monti, dove incontra uomini e donne che, come lui, non si piegano all’oppressione tedesca e si unisce alla Resistenza: dapprima come semplice staffetta, poi come combattente dei Gruppi di Azione Patriottica, infine arruolandosi nella gloriosa Brigata Maiella. Attraverso azioni di spionaggio, sabotaggi e scontri armati, Antonio affronta il dolore, la paura e un senso di colpa che non lo abbandona mai, scoprendo dentro di sé una forza che non credeva di avere.
  • Nel testo si narra la storia di una famiglia del sud Italia degli anni Settanta, segnata da un copione che si ripete, in cui ricorrono madri senza coraggio e figli non nati. A Vittoria, la protagonista, è dato il compito di liberarsi e liberare, di capovolgere il suo destino di dolore e senso di colpa, trasformandolo in prodigio. La ragazza diviene donna, si trasfigura progressivamente, svelando i mostri e gli indicibili segreti nascosti nel fondo di un barattolo. La narrazione del cambiamento avviene attraverso l’uso del linguaggio del testo, che è voce interiore e nasce acerbo, quasi dialettale, per farsi via via più sottile fino a diventare sussurro. Questo lavoro nasce da una storia vera, donata all’autrice perché risuoni fino a sfiorare altre madri che non hanno avuto coraggio e non si danno pace.
  • Siamo alla fine degli anni venti del Novecento, la crisi economica importata dagli USA e l’ombra delle dittature investono l’Europa. Letizia, fuggita da un piccolo paese, con la figlia diciottenne Dora, la protagonista del romanzo, raggiunge gli altri figli a Roma da molti anni e che nella città hanno studiato e ora lavorano. Sono però pur sempre poco più che ragazzi, appartenenti alla media borghesia romana, e desiderano vivere appieno la vita della capitale e la propria gioventù, fino a quando la repressione della dittatura e la guerra non travolge loro e i loro amici. Alcuni sono socialisti, altri hanno aderito alle idee comuniste, ma gli ideali e i sogni si infrangono contro l’ideologia che è diventata dominante in Italia. Fulcro centrale di questo tratto della narrazione della famiglia Congiunti è Dora, ormai donna.
  • Il calcio non è un fenomeno soltanto sportivo, ma anche educativo, sociale ed economico. Dopo piccoli e ponderati passi in avanti dal dopoguerra in poi il Pineto Calcio è apparso sulla scena nazionale della disciplina sportiva, collezionando più titoli e imponendosi per il suo conclamato «stile» a livello nazionale. Questo Dizionario del Pineto, riferito al decennio 2016-2025, ripercorre la storia del sodalizio con la casacca biancazzurra attraverso i calciatori, i club affrontati, gli stadi dove ha giocato, i dirigenti ed anche gli aneddoti storici rimasti nell’immaginario collettivo di un intero comprensorio. È un compendio d’amore verso una squadra che riesce a far battere il cuore con emozione, nella convinzione che lo sport possa rappresentare un fattore importante nel processo di crescita di un intero territorio.
  • Lunedì mattina, tangenziale Ovest di Milano. Matteo guida la sua auto mentre riflette sulla sua vita: ha un buon lavoro che ha la fortuna di condividere con il suo migliore amico. È giovane, di bell’aspetto, sposato con una donna meravigliosa della quale è innamorato, ma sarà l’ultimo giorno in cui Matteo vivrà nell’illusione di una vita perfetta. Per una serie di fatti inaspettati si ritroverà a dover ricominciare da zero e lo farà da Firenze, la città in cui è nato. Qui ritroverà un vecchio zio che gli infonderà il senso di appartenenza alla sua famiglia e qui legherà in maniera indissolubile il suo destino alle persone con le quali entrerà in contatto. Firenze lo accoglierà tra le sue braccia offrendogli l’occasione di una rivincita e di una vita nuova che credeva perduta per sempre.  
  • In una fredda mattina d’autunno tra le colline abruzzesi, un padre di famiglia, bloccato da un forte temporale, trova riparo da due anziane signore, Vittorina ed Eufemia, cognate e da oltre sedici anni conviventi. Così, tra un caffè, dolci da impastare e infornare e faccende da fare prende vita la calda e singolare storia di queste due donne. Partendo dal lontano fine ’800 iniziano a scorrere vicende, gioie e fatiche legate alla semplice ma gravosa vita di campagna. Un romantico tuffo nella vita d’un tempo, fatta di famiglie numerose, povertà, case di pietra e lavori pesanti. E tra ulivi, vigneti, orti e animali si svelano mestieri, amori, sogni e passioni e riprendono vita i personaggi che hanno riempito e stravolto le loro lunghe esistenze, compresi i drammi decisi da un destino ostile.
  • Maria Mastrangelo detestava il suo nome, suo padre Tommasino e tutta la gente di Caldari, una sconosciuta e tranquilla contrada sparpagliata nelle campagne di Ortona. Nutriva le sue acerbe speranze con un ostinato desiderio di riscatto da una vita mediocre e dall’ignoranza, non immaginando che i terribili eventi del Ventennio l’avrebbero raggiunta in quel luogo sperduto, spazzando via certezze e speranze. La libertà non è un privilegio né una merce da baratto, e neppure una conquista; è un viaggio intimo dell’anima, solitario e spesso crudele, tracciato su un percorso di dolore, morte e rinascita che non ha mai fine.  
  • Afasia

    15,00
    Un oscuro segreto avvolge l'illusoria quiete di Villa Paradiso, una clinica che ospita malati affetti da disturbi neurologici e psichiatrici. In un clima dove personale e pazienti, come elementi di un unico meccanismo, osservano passivamente le direttive del professor Pierluigi D., nella stanza numero 51 del secondo piano della clinica, Palmiro, malato di afasia, incapace di parlare e di muoversi dal letto, in perenne preda di confusione mentale e delirio, mette insieme nella sua testa frammenti di passato probabilmente inverosimili che, insieme alla relazione di cura con una infermiera speciale, costituiranno la via di una possibile sua stessa liberazione dall'opprimente sistema disciplinare di Villa Paradiso.
  • Sono Erika e la mia vita ruota attorno a mio fratello Davide, che affronta la disabilità. “Fratelli sotto lo stesso cielo” racconta la nostra quotidianità, fatta di sorrisi, difficoltà e sacrifici, ma anche di una forza che ci unisce. Dopo la morte di nostro padre, ho sospeso i miei sogni per sostenere Davide e nostra madre, trovando nelle piccole vittorie un significato profondo. Racconto i viaggi della speranza, le ingiustizie di un sistema sociale spesso assente, la mia crescita come ecozoofila e il potere terapeutico degli animali. Spero che questa storia porti alla luce la resilienza, l’amore e la necessità di una maggiore inclusione per le persone disabili e le loro famiglie.
  • Giuseppe è cresciuto a pane e sacrifici, in un’epoca in cui si è responsabili di scrivere il proprio destino. Ha l’età per sognare, per costruirsi una posizione e guadagnare rispetto. Maria, di partire non ci aveva mai pensato, ma da quando Giuseppe si è messo in testa l’Americ’annallà non c’è modo di dissuaderlo. È deciso! Si parte insieme! Perché sono fidanzati, fann’ l’amor’, come si dice in quel paese d’Abruzzo. Ma l’affetto non basterà. I giovani impareranno che il destino riserva bocconi amari a chi ha il coraggio di sfidarlo. Una storia abruzzese che si intreccia a quella di altri personaggi, che conserva la sua unicità anche Oltreoceano. Un viaggio tra speranza e nostalgia, nel quale il lettore può ritrovarsi nei racconti dei propri nonni e nelle rievocazioni del nostro territorio.
Torna in cima