Poesia

  • La materia del silenzio è una raccolta poetica che si muove tra cosmo e interiorità, cercando di dare forma a ciò che per natura resiste alla parola. Angelo Sirena affronta il mistero dell’esistenza con uno sguardo duplice: quello dell’uomo che ricorda e soffre, e quello quasi divino di chi osserva l’universo dalla distanza fredda delle stelle. Il tempo, il dolore, la memoria e la morte non sono temi da consolare ma da scrutare, con la pazienza di chi non si aspetta risposta. La scienza e la poesia si stringono la mano: galassie, particelle e leggi fisiche diventano linguaggio morale, strumenti per avvicinarsi all’incodificabile. Il silenzio non è assenza ma sostanza: è la materia stessa di cui il libro è fatto, il luogo dove la parola tocca il suo limite e si ferma. Aleggia l’eterno ritorno nietzschiano: la morte come trasformazione, la materia che si mescola al cosmo e ritorna, il mito che non muore. Nessuna forza liberatoria viene offerta al lettore, nessun approdo consolatorio: la ricerca rimane aperta, onesta, fedele alla propria incompiutezza. È una poesia della soglia, che vive nel confine tra l’umano e ciò che lo eccede, tra il visibile e il buio che lo contiene. Un libro che chiede attenzione lenta, e restituisce in cambio la rara sensazione di aver sostato, per qualche pagina, di fronte all’essenziale. Disponibile in libreria dal 25/09/2026, online dal 18/09/2026. Cliccando su “Aggiungi al carrello” e procedendo con l’acquisto prima della data di disponibilità online effettuerai un preordine. Il libro sarà spedito subito dopo il 18/09/2026.
  • Ti sei mai fermato ad ascoltare davvero i tuoi pensieri? È da questa domanda che nasce il viaggio di Sto pensando che... Anni di riflessioni e cambiamenti di una donna che, nel silenzio, ha imparato ad ascoltare e ad ascoltarsi. Queste pagine raccolgono emozioni e trasformazioni, dando voce a ciò che spesso resta inespresso. La scrittura diventa luce nel buio: piccoli bagliori che accompagnano un percorso intimo e in continua evoluzione. Tra poesie, brevi racconti e riflessioni, prende forma un cammino di consapevolezza, che guida l’io tra ombre, ferite, amore e rinascita. Ogni parola conduce verso la parte più autentica di sé. Un viaggio intimo, autentico e coraggioso, fatto di cadute e ripartenze, in cui il lettore può riconoscersi. Disponibile in libreria dal 25/09/2026, online dal 31/08/2026. Cliccando su “Aggiungi al carrello” e procedendo con l’acquisto prima della data di disponibilità online effettuerai un preordine. Il libro sarà spedito subito dopo il 31/08/2026.
  • Sottotitolo: La danza della vita

    Quattro autori, quattro elementi, ma una stessa urgenza: dare forma a ciò che dentro si muove e spesso non trova parole. Aria, acqua, terra e fuoco non sono solo immagini, ma esperienze: attraversamenti, ferite, ritorni. In questi versi la natura non fa da sfondo, entra, insiste, diventa specchio e domanda. Le poesie si leggono come pagine aperte - intime ma mai esibite - dove il quotidiano si carica di senso e lascia intravedere qualcosa di più profondo, fragile, necessario. In un tempo distratto, questa raccolta prova a restare. A sentire. E forse, proprio lì, a toccare qualcosa che somiglia a una verità.
  • Sull’autorialità tra umano e artificio Pensieri paralleli è un viaggio nella memoria e nel tempo, un attraversamento delle età dell’uomo come si percorre un paesaggio fatto di luce, ferite e silenzi. Dalla fanciullezza che custodisce il sogno, all’amicizia che sostiene, fino alla guerra che incide e alla maturità che trasforma il ricordo in consapevolezza, ogni poesia nasce dall’ascolto dei gesti minimi e delle storie silenziose che abitano i luoghi e la memoria. In questa silloge bifronte scorrono due voci: quella dell’uomo, nutrita di esperienza e anima, e quella dell’Intelligenza Artificiale, costruita su logica e conoscenza. Due pensieri che avanzano paralleli, senza sovrapporsi, invitando il lettore a sostare nello spazio sottile in cui la parola diventa memoria, domanda e futuro.
  • Attraverso i cinque atti di questo libro, uno per ogni rigo musicale, desidero trasfigurare le immagini legate ai ricordi per renderle attuali; desidero menzionare le paure e affrontarle; desidero ragionare su quanto gli umani si somiglino; desidero immergermi nell’invisibile e mostrarlo agli altri; desidero arrendermi alla fugacità che ci unisce. Alla fine del percorso, le consapevolezze diverranno più nitide, le inquietudini più nette, le fragilità mostrate come vanto. L’idea dei pentagrammi destinati a sguardi impossibilitati ad ascoltare allude, sì, alla ricerca di musicalità nei testi, ma rimanda anche alla poesia come genere letterario destinato alle nicchie. In questa raccolta, quindi, parole, sensazioni, disegni, riferimenti pittorici e musicali si susseguono. Le partiture non convenzionali, disegnate dalla pittrice e illustratrice Marianna Salerno, diventano complementari alla copertina, minimale, dinamica ed evocativa. Giorgio.
  • Svperinfvsa

    16,00
    Quest’opera poetica segna una rinascita per la poesia, infatti Giovanni Maria Tabassi forgia una nuova corrente artistica: il Pleromismo. Il nome deriva da Pleroma, che significa “Dio” e “pienezza”, pertanto la sua poesia aspira alla perfezione, dove la bellezza e il bene si incontrano, fondendo l’estetica barocca con la morale cristiana. Il Pleromismo è eclettico: cambia stile e metrica, ma in modi insoliti ed originali! I suoi versi sono lodi al creato nello spazio e nel tempo, alla vita, alla morte (anche dei paesini) e alla resurrezione. Sono versi ispirati da muse inusuali e si nutrono di fede, mitologia, matematica, fisica quantistica, astrofisica... e soprattutto d’amore. Un amore rivoluzionario per la società odierna. Infine il punto cruciale: l’oltreuomo non è chi fu narrato essere...
  • L’esperienza poetica di Angelo Sirena continua a inseguire un equilibrio tra la ragione e l’ineffabile, la memoria che sbiadisce e la ricerca dell’eterno, incentrandosi su un nodo tragico intriso di solitudine, meditazione, dubbio e pretesa di senso. La realtà appare come caos germinale di difficile messa a fuoco e la sua decifrazione si esprime in grumi espressivi o lenti spettacoli introversi sul proprio destino che ricorda, a tratti, il nichilismo apatico di Gozzano. Al profondo scetticismo dei lavori precedenti in cui l’uomo appariva lo spettatore inerte alla finestra del tempo, viene adesso opposto l’argine di una rivelazione, di un sentore divino che spalanca le porte alla speranza.
  • Raccolgo sentimenti, carezze non date, amori senza brecce, esistenze fragili di incontri di strada, nella finzione tutto va bene. Eppure basta poco, un sorriso appena velato e il mondo è tuo. La poesia raccoglie spasmi di un sentire che rende vivibile il viaggio di andata, permette di giungere nudo agli occhi di chi vede, di chi ascolta, esploro ciò che latente sotto pelle scorre. Tutto si rivela nel silenzio di un abbraccio, silenziosamente. Si muore, si rinasce, in questo fluire vivido che il cuore tocca, passo la mano alla scrittura, ah anima bella.
  • Un itinerario poetico sull’infinito, l’eterno, il contrarsi della vita e lo spalancarsi di nuove dimensioni. L’opera ripropone incessantemente il rapporto di adesione ed evasione nei confronti della realtà, il dinamismo interiore della ricerca, della domanda, del destarsi di interrogativi inesorabili che i ritmi compulsivi del presente non possono rimuovere. Una poesia dunque immanente e trascendente, mai ovvia, che offre il fianco a esplorazioni e riflessioni nuove sul nostro tempo. Oltre le implicazioni individuali ci confrontiamo con mondi poetici remoti e indizi di archetipi danteschi e leopardiani che non smettono di offrire una visione sulle contraddizioni che affliggono l’uomo contemporaneo.
  • Se l’albero è la metafora della vita, i genitori sono le radici dell’albero, figure fondamentali che consapevolmente e inconsapevolmente accompagnano tutto il nostro vissuto e orientano relazioni umane. Quando i suoi genitori sono usciti di scena, l’autrice nella plaquette, rivisita i tempi della relazione genitoriale per coglierne identità e senso. Il lucchetto è la metafora della bambina che fa da cerniera tra il cardine paterno e materno con fierezza e gioia. Versi variamente ritmati dal respiro che si rincorrono, si abbracciano e si sciolgono, in un canto che è canto di nostalgia e di amore.
  • Quando ho iniziato il diario di poesie «Guardando a Ovest» camminavo lungo il cammino di Santiago de Compostela. Era inverno e spesso nevicava, e la neve rendeva la Meseta ancora più piatta, uniforme e desertica di come già appare. E pensavo che era la prima volta che attraversavo una nazione a piedi per l’intera sua larghezza. Che la linea sottile che segnavo giorno dopo giorno con il mio passo divideva la Spagna in due e, come un sentiero, congiungeva me, a quel me che aveva deciso di camminare. È dal desiderio di protendersi, di affacciarsi oltre i propri confini, di valicare le proprie abitudini che scaturiscono le parole di questa raccolta. Data pubblicazione: prossimamente
  • L’autrice, nei 33 versi che contraddistinguono la silloge Verso la luce, interpreta il proprio ego, cerca di conoscerlo, affronta il dilemma tra l’essere davvero ciò che si è e l’apparire come la società ci vuole. Non è un viaggio concluso, il suo. E ci invita a farlo insieme a lei perché anche la verità rientra nella luce: ciò che sembra vero potrebbe non esserlo e la luce aiuta a fare chiarezza. La luce rappresenta anche la forza. Il dramma della lotta interiore, e a volte contro i propri fantasmi del passato, viene spazzato via dalla sensibile forza mentale della Bucci. Quindi il titolo del libro è una poliedricità di significati che il lettore scopre man mano e che portano a comprendere sia il passato che il presente del tragitto che condurrà la poetessa verso una nuova rinascita. E, passo dopo passo, verso dopo verso, ci invita a rinascere assieme a lei.
  • Il protagonista di questo libro è un piccolo borgo, Bisenti, teatro dell’infanzia e della prima gioventù, cui l’autore si riavvicina nella tarda maturità. Uomini e donne semplici, ricchi di spiritualità ed autenticità, si avvicendano attraverso l’intercalare delle stagioni. Scorrono le stagioni metereologiche e con esse le stagioni della vita, portandosi dietro gioie e dolori, amori felici e amori disperati, tradizioni popolari e tradizioni famigliari, gioventù e vecchiaia, nel silenzio o nel clamore di un tempo che inesorabilmente trascorre, scrivendo indelebilmente la storia di ognuno. Impressi nelle pagine resteranno vive storie, tradizioni e personaggi, altrimenti offuscati dalla lotta quotidiana alla sopravvivenza.
  • Parlare di Lera vuol dire parlare di passione poetica. La raccolta tra l’essere e l’apparire crea le basi di un linguaggio aulico atemporale adatto a tutte le generazioni e rivolto a tutte le epoche che fa intravedere percorsi non solo poetici da tempo cercati ma soprattutto terapeutici. La ricerca della metafora oscilla tra l’Essere e l’Apparire disvelando un mondo di complessità (con Odi più strutturate) e semplicità (con Odi più elementari che), laddove lo scrittura è un modo per dire ciò che non si riesce ad esprimere in altro modo, attraverso quei contrasti esistenziali che tengono insieme sguardi muti e cuori galoppanti, respiri ansimanti e fresche carezze.
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