Perchè la politica tende a generare una classe dirigente sempre più mediocre, in cui alle elezioni prevalgono quasi sempre i personaggi più scaltri, subdoli ed incompetenti e non le persone più preparate, oneste e sensibili alle istanze sociali? Come è stato possibile che il sistema democratico, creato per servire gli interessi generali della collettività, si sia tramutato in un distorto apparato, il cui principale scopo è quello di massimizzare il potere, i privilegi e gli interessi personali di una casta autoreferenziale di politici di carriera? Esiste una via di uscita dall’attuale palude in cui sta degenerando il sistema democratico, o dobbiamo rassegnarci al ritorno a sistemi di governo di tipo autoritario? Questo libro cerca di rispondere a queste domande, fornendo una visione d’insieme dei tanti problemi all’origine della crisi degli attuali sistemi democratici, illustrando, nel contempo, le riforme istituzionali da adottare per trovare una soluzione positiva alla crisi ed evitare di scivolare verso derive autoritarie.
Demos
€16,50
Autore
Giovanni Papiro
Giovanni Papiro lavora da molti anni nel settore bancario, dividendo il suo tempo tra l’attività professionale e quella di ricerca, di insegnamento accademico e di formazione nel mondo finanziario. In ambito economico-finanziario ha pubblicato numerosi articoli su riviste scientifiche e Simulazioni e Corporate Finance Analysis (Franco Angeli, 2007). Nato a Caserta nel 1967, oggi vive tra Roma e Siena; appassionato d’arte, i suoi interessi spaziano dall’economia, alla storia, alla politica e alla pittura.
Maggiori informazioni
Pagine: 302
Collana: Ponti letterari
Codice ISBN: 979-12-80333-12-4
Recensioni
Dal consenso alla corruzione: il coraggio di ripensare la democrazia
A cura di Giuseppe Di Liddo
Giovanni Papiro affronta con Demos una delle questioni più urgenti e, al tempo stesso, più trascurate della contemporaneità: la crisi dei sistemi democratici. Lo fa con un approccio originale, scegliendo la forma dialogica reminiscenza socratica e aristofanea che permette di intrecciare riflessione teorica e vivacità narrativa, rendendo accessibili a un pubblico non specialistico temi di alta complessità politico-istituzionale.
Il pregio maggiore del volume risiede nella capacità di individuare le contraddizioni strutturali che inficiano il funzionamento della democrazia rappresentativa: la sterilità del dibattito parlamentare ridotto a rituale di propaganda, il professionismo politico che trasforma la politica in carriera e mercato del consenso, la pervasività delle lobby favorita dai costi esorbitanti delle campagne elettorali, la dipendenza dell’informazione da interessi economici. L’analisi è serrata e non indulgente, e poggia su una convinzione di fondo: i sistemi democratici, così come oggi strutturati, contengono al loro interno i germi di una progressiva degenerazione corruttiva.
Non meno rilevante è la parte propositiva, articolata nei “quattro pilastri” della riforma: la reale separazione tra legislativo ed esecutivo attraverso il sorteggio dei parlamentari, la limitazione della rielezione per arginare il professionismo politico, l’indipendenza della magistratura, il pluralismo dell’informazione. Si tratta di proposte radicali, certo non esenti da criticità e difficoltà di applicazione, ma capaci di stimolare un dibattito che va al cuore del problema: come restituire autenticità a una democrazia oggi ridotta a guscio formale.
La scrittura, limpida e ritmata, evita il gergo tecnico, pur mantenendo rigore concettuale. L’intreccio di riferimenti storici dall’antica Grecia alle derive della politica contemporanea conferisce spessore culturale e senso di continuità a una riflessione che non si limita alla denuncia, ma traccia scenari possibili.
Demos è un saggio di cittadinanza attiva mascherato da dialogo narrativo: invita a non rassegnarsi alla crisi delle istituzioni, ma a ripensare radicalmente la forma della democrazia. Un libro che merita attenzione non solo per le idee che propone, ma per l’urgenza che trasmette: senza riforme profonde, il rischio non è l’imperfezione democratica, ma la regressione verso modelli autoritari.






