L’azienda è solo un complesso di beni organizzato per il profitto o può essere una forma di “arte superiore”? Questo libro rompe il tabù che separa la contabilità dalla filosofia, proponendo un modello di gestione dove scienza ed arte danzano nello stesso gesto imprenditoriale. Attraverso un’analisi che spazia dal “coraggio di decidere” all’applicazione tecnica di tali decisioni, l’Autore guida il lettore nel passaggio cruciale dal potere alla custodia. Non si tratta di un manuale, ma di una riflessione introspettiva e cognitiva per chi vuole che il proprio capitale torni con più vita di quanta ne consuma. Un viaggio stoico tra margini di contribuzione e responsabilità sociale, dedicato a chi ha la “fame” di costruire imprese giuste, sostenibili e, a loro modo, eterne.