• HASH MD5

    12,00
    Che succede a Firenze? La città è teatro di due omicidi avvenuti a pochi giorni di distanza e commessi con modalità che sfuggono a ogni logica. Nel primo caso un uomo è stato trovato morto su di un tetto, ha le mani legate dietro la schiena e la morte è dovuta a una caduta dall’alto, un fatto inspiegabile, essendo il tetto il punto più elevato della zona, per cui non si capisce da dove possa essere precipitato; l’altro omicidio ha per vittima un ragazzo che i suoi assassini hanno prima vestito da sub e poi hanno fatto precipitare in una palestra di roccia. Due sigle identiche rinvenute sui luoghi degli omicidi testimoniano che gli assassini sono gli stessi e appaiono una sfida lanciata alla città e alle forze dell’ordine. A condurre l’indagine è Prospero Gennaro, capo della mobile. Un libro giocato sul grottesco e il surreale, a tratti esilarante. Un racconto dissacratorio rispetto alla seriosità dei gialli classici. * tratto da Wikipedia, l’enciclopedia libera: Md5, è un tipo di codifica realizzato da Ronald Rivest, un crittografo statunitense, all’inizio degli anni novanta, è un algoritmo che si usa in genere in informatica per la crittografia di dati sensibili che vengono trasmessi via web, Questo è un esempio che mostra una stringa ASCII di 47 byte e il corrispondente hash MD5: “Cantami o diva del pelide Achille l’ira funesta.” = 4dd7f0b0ca6c25dd46cc096e45158eb.
  • Kelly Bloom

    12,00
    Un uomo complicato. Una ragazza di provincia. Un viaggio emotivo alla scoperta di pulsioni e desideri più profondi. Una rivelatrice presa di coscienza: da Kelly a Miss Bloom. L’ambizione della protagonista, Kelly Bloom, è quella di emanciparsi, abbandonare la vita di provincia e realizzare i propri sogni e aspirazioni. Da Inveraray, graziosa cittadina scozzese, ad Edimburgo; dall’emporio di famiglia al mondo cool degli avvocati e notai della capitale. Dalla storia d’amore con Edward al rapporto controverso con il notaio Mr. Schutzberg, dispotico datore di lavoro. Kelly Bloom è un romanzo sentimentale e psicologico, con un finale aperto che lascia nel lettore uno spiraglio per l’evoluzione successiva della storia.
  • “Michele era in avanscoperta verso ogni zona erogena nascosta, come un militare in cerca della posizione migliore per attaccare il nemico. La squadra specializzata nella geolocalizzazione dei focus dell’area di guerra era diventata la punta di diamante dell’esercito del sentimento. Ma Lisa non era un nemico da combattere, Michele non l’avrebbe mai ferita. Piuttosto si strinse la presa delle loro mani, diventò forte la complicità dei loro intenti tanto da far nascere, qualche chilometro più distante dal campo base, una fortezza difesa da una gigantesca bolla profumata che fungeva da scudo. Era il loro luogo di tregua segreto.”
  • La giustizia è un combattimento; non la si fa rispettare o stabilire senza sforzo e talvolta, pur di riuscirci, è necessario indossare una maschera, che sia di apparenza o l’oggetto concreto. Nel mitico e ingannevolmente solare Regno di Narwain, un giovane eroe lotta contro le ingiustizie e l’ipocrisia della tirannia incatenante la terra a cui appartiene questo apparente angolo di paradiso. Un raggio di luna, costretto a sbiadire di giorno e a brillare di notte. È così che si potrebbe descrivere il Vigilante Mascherato, nel bel mezzo della superficiale e corrotta città di Akhela, governata dalla crudele Fenice Bianca. Un breve, ma intenso, scontro tra bene e male, con teatro un immaginario mondo della nobiltà, creature magiche e poteri misteriosi.
  • Uno dei motivi principali dei racconti di Federico Summa, inframezzati dalle scene disegnate da Federica Talanca, con i colori di Fabio Marinacci, potrebbe essere quello legato al tema della reincarnazione, evidente nel testo d’esordio, ma presente anche nei due fumetti. Il motivo della vita in più forme e tempi, emerge infatti come tema focale nella prima serie di strisce, intitolata Le rose del mattino, concretizzandosi nella figura dell’aquila, e ritorna, anche se appena abbozzato, nella seconda serie, I gelsomini notturni, precisamente nella figura della lince che assiste al sacrificio del partigiano. E forse sta proprio qui la grande lezione di Summa, di Talanca e Marinacci: l’esaltazione della potenza della vita e, come sua energia principale, dell’amore, potenza che consente agli esseri di trovare sempre nuove vie, nuove strade, nuovi compimenti.
  • Un barman, un uomo ed una donna misteriosa. E un cocktail. Unico e vero motore degli eventi.
    "Cosa ti faccio ragazzo?" "Il solito..." "Lo dici in modo strano..." "Vorrei che tu lo faccia buono come la prima volta..." "Perché?"... "Perché è l'ultimo che berrò, dopo di esso non me ne dovrai fare più..." "Sei sicuro?" "No. Ma ci devo provare...devo uscirne fuori altrimenti..." "Altrimenti cosa?" "Non lo so di preciso ma non sarà bello...non lo sarà per nessuno..." "Così mi fai paura." "Io ce l'ho già addosso la paura...mi è entrata dentro e non ne vuole sapere di andare via ed ha il volto di una donna..." "Questa è ossessione..." "Non so cosa sia...ma una cosa è certa..." "Cosa?" "Mi sta distruggendo. Piano. Da dentro. E ho paura...".
  • Dopo alcuni anni, vengono ripubblicate le prime poesie di Giovanni Foresta, riunite nel 2013 in “Eco di un percorso”. Quando si dà vita a un’attività così delicata, ci si pongono tantissime domande: quanta fedeltà mantenere con la prima edizione, quante modifiche, quali e quante aggiunte e così via… La risposta a tali quesiti è stata semplice: abbiamo cercato di mantenere inalterata la trama originale della silloge, apportando soltanto alla fine del testo un’aggiunta di tre poesie e di tre pensieri racchiusi in altrettante immagini. Utilizzando questo criterio, ci è sembrato coerente lasciare inalterato il carattere tipografico, la prefazione e persino la foto dell’autore, aggiornandone soltanto la biografia. Questo per permettere all’attento lettore di ricostruire il percorso (e il suo eco, ci verrebbe da aggiungere con un sorriso…) di Giovanni Foresta nella sua interezza e anche nella sua genuinità. Un percorso che è cominciato, per l’appunto, con questa silloge e di cui “Il cielo sulle spalle” (Edizioni IlViandante, 2015) è la naturale prosecuzione. Essendo oggi giunti alla terza pubblicazione di Foresta (vedasi “La filosofia del volto” con Arianna Fermani – Chiaredizioni 2017), si è voluto, pertanto, fornire uno strumento di ricostruzione del pensiero e della poetica dell’autore, donando un tassello fondamentale al lettore che, ne siamo certi, lo apprezzerà come merita.
  • "Le finalità del servizio civile universale sono la difesa non armata e non violenta della Patria, l'educazione, la pace tra i popoli, e la promozione dei valori fondativi della Repubblica. Questo per noi è molto significativo perché e un compimento proprio di quello che allora rappresentava il nostro pensiero e ci guidava nel percorso di partecipazione alla difesa della nostra Repubblica Italiana ma in modo non armato"
    Gli autori.
      Dichiarazione Audio dell'Autrice Daniela Pellicano
  • Quella casa nel vento è una storia d’amore ed emigrazione tra Italia e Argentina, in pochi giorni una nuova vita, il vero amore per due anime perdute. Un romanzo denso di emozioni che trasporterà il lettore in un viaggio dell’anima.
  • Secondo secolo dopo il duemila. L’archeologia, la medicina genetica, i viaggi nello spazio, sono stati banditi, così come altre scienze. I ribelli combattono contro il regime religioso integralista che comanda in tutta l’Europa e l’Africa, per riportare la società alla verità scientifica perduta e alla democrazia. Un misterioso individuo segue gli eventi chiedendosi dove ha sbagliato e fin quanto intervenire, narrando storie di epoche lontane. Dal futuro ad un lontano passato dimenticato, fino all’origine dell’uomo. Dai miti di Atlantide, Hy Brazil, Mu. Attraverso Giordano Bruno, il colonnello Churchward, i Sumeri ed il Concilio di Nicea. Un mistero celato nel nostro DNA e da alcuni passi della genesi biblica.
  • La silloge, “Il cielo sulle spalle”, è un viaggio ontologico, dove il bel canto di Giovanni Foresta trascina i cuori fino alla meraviglia, illuminandoli di ogni suono, di ogni palpito e, perfino donando loro quella speranza che talvolta si muove in vortici di Luce. Il testo si legge tutto d’un fiato, proprio per assaporare quelle pietanze mistiche e misteriose che rafforzano il tessuto della teologia nel poeta. La poesia scorre come un fiume in piena e travolge i lettori in un andirivieni di emozioni, come a cullare il dolce approccio che ogni lettore troverà sicuramente interessante e stimolante.
  • La memoria e la corsa rappresentano le linee essenziali di un romanzo originale e lieve, raccontato e disvelato in prima persona dal protagonista, Mario.Srotolando il filo dei ricordi, la voce narrante ripercorre i tratti salienti della sua vita: a partire dall’infanzia nell’Italia rurale della seconda metà degli anni Cinquanta, per passare alla giovinezza rivoluzionaria e sognatrice delle utopie sessantottine, sino ad arrivare alle soglie della contemporaneità e del disimpegno.Lungo questo percorso a ritroso nel tempo, si ricompone un variegato mosaico di vita privata e collettiva: la prima affidata alla corsa, intesa come desiderio fisico di vitalità e metafora di libertà, la seconda sviluppata attraverso un processo di graduale presa di coscienza di quel bisogno di cambiare per la costruzione di un altro mondo possibile: Il vecchio mondo da cambiare.

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