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  • Amicizia, amore e malavita nelle periferie di Roma. Emiliano, il Lupo solitario, e Ivan, una forza della natura, condividono l'adolescenza tra comitiva e discoteche, alcol e droga, sesso e motori. La Maturità li porta al bivio tra la vita di borgata e le contraddizioni dei quartieri alti. Ora, dipende tutto da una scelta sbagliata, una leggerezza o semplicemente dal caso. Il Lupo esplora il bel mondo, le sue feste, i suoi letti. E dove mai se lo sarebbe aspettato ritrova l'amore e la famiglia a cui aveva rinunciato. Ivan, in un turbine di alcol e cocaina, si ritrova tra le file della malavita, protetto di un vecchio boss. Il destino però è insolente, Esigerà che il nuovo mondo dell'uno possa essere salvato solo dagli errori in cui l'altro si è trascinato. Li troverà di nuovo fianco a fianco?
  • Che cosa spinge a tornare, quando restare è la scelta più difficile? Lì dove tutto ebbe inizio. Memoria, scuola e coraggio di restare apre una porta su una storia vera, intensa, attraversata da decisioni che lasciano il segno. Non è il racconto rassicurante di una scuola ideale, ma l’immersione profonda in un luogo vivo, fragile, necessario, dove ogni giorno si misura il peso della responsabilità dirigenziale ed educativa. Tra memoria e presente, l’autrice conduce il lettore dietro le quinte della leadership scolastica, nei passaggi in cui il dubbio convive con il coraggio e il ritorno diventa atto etico e umano insieme. Le pagine scorrono come un dialogo silenzioso con chi legge, chiamandolo a interrogarsi sul senso dell’educare, del guidare, del non fuggire. Un libro che non offre soluzioni, ma genera domande potenti e che, proprio per questo, resta addosso e chiede di essere letto.
  • Misoghi

    15,00
    Un viaggio ai confini del mondo e di sé stessi. Riccardo parte per il Circolo Polare Artico con un obiettivo tanto affascinante quanto spaventoso: immergersi accanto a orche e balene, nonostante una fobia radicata e paralizzante per gli animali. È il culmine di un lungo percorso di preparazione fisica e interiore, fatto di apnea, bagni gelidi, allenamenti solitari e notti di panico. Ma è anche un viaggio nella memoria: tra ricordi familiari, legami profondi e avventure. Attraverso un’alternanza di presente e flashback, Misoghi, danzando tra le orche racconta il lento, faticoso cammino verso la libertà emotiva. Un romanzo di rinascita, in cui la paura non è un ostacolo da eliminare, ma una compagna da guardare in faccia. Perché solo attraversandola si può tornare a respirare davvero.
  • Tutti via

    17,00
    Teresa è la donna più bella che si sia mai vista nel piccolo paese appenninico di Rocca San Rocco, luogo immaginario del racconto, ma per tutti i suoi inappagati spasimanti è ‘la Munnezzare’. Posseduta dal demone della rivalsa sociale, oltre che da uno più antico e inconsciamente radicato nel suo animo, smania di far carriera. Ma dopo il rocambolesco rapimento di suo figlio, il neonato Ruggerino, e la strana morte di suo marito, Giacomo Pardi, Teresa si fa così scaltra e spietata che le sue brame su Rocca San Rocco si identificano in quella di volersene impossessare allo scopo di spopolarlo, ricorrendo al sesso per riuscirci. La storia si snoda nel mistero del suo irrazionale proposito, misto a quello dei suddetti drammi familiari. E ha come sfondo l’atavico problema dello spopolamento, in questo caso da lei indotto, dei piccoli centri dell'Appennino italiano, dal dopoguerra ai giorni nostri.
  • Sottotitolo: Dall’avidità dell’homo oeconomicus alla speranza nell’homo reciprocans prefazione di Luca Telese Avidità, isolamento, mancanza di legami relazionali: sono le caratteristiche dell’homo oeconomicus, un “prodotto” della società neoliberista che agisce per massimizzare il proprio benessere (o vantaggio) senza tenere conto del contesto sociale e morale in cui è inserito. All’opposto c’è l’homo reciprocans, per il quale sul mercato gli uomini non scambiano soltanto beni e servizi: c’è anche un rapporto di reciprocità che va oltre la connessione economica. Sta nella distinzione del comportamento tra individui la differenza fra l’economia politica e l’economia civile: la prima si fonda sullo scambio di equivalenti, da cui deriva l’efficienza, e il principio di redistribuzione per garantire l’equità; l’economia civile, invece, a queste due “regole” aggiunge la reciprocità, alla base della fraternità. E l’uomo “reciprocante” è l’unica via d’uscita per un futuro migliore per tutti: ce lo ricordano, tra gli altri, i Pink Floyd, Leopardi, Goldrake, Godot e i Miserabili.
  • Sotto un ponte che divide la città esiste un mondo che nessuno vuole guardare. Da una parte la normalità rassicurante. Dall’altra, lungo la riva del fiume, una suburra di esclusi: vite sospese tra i rifiuti di una metropoli opulenta e indifferente. È qui che Mauro approda dopo un licenziamento improvviso, quando il lavoro perduto comincia a incrinare non solo la sua stabilità economica, ma la sua stessa identità. Abbandonata la moglie e la casa scivola in un non-luogo dove il confine tra lucidità e follia si assottiglia ogni giorno di più. Il fiume sembra chiamarlo, la città di cemento lo inghiotte, e la discesa diventa metamorfosi. Più sirene che usignoli è un viaggio nell’inferno urbano e interiore, dove realtà e finzione si contaminano e il lettore è chiamato a chiedersi fino a che punto la caduta di un uomo possa diventare la propria.
  • A Ferentillo si verifica uno strano fenomeno: nella cripta di una chiesa, i cadaveri sepolti, anziché decomporsi, si sono mummificati grazie alle particolari condizioni dell’ambiente. A studiarlo, si reca sul posto Stella Altieri, microbiologa milanese. Il trasferimento in Umbria, però, prende una piega inaspettata: mentre la studiosa conduce delle ricerche su una bara del 1871, ufficialmente mai aperta, rinviene un diario risalente al 1942. L’autrice è Ondina, giovane collaboratrice della Resistenza. Stella allora inizia a indagare sulle circostanze che hanno portato all’occultamento dello scritto, e per ricostruire la storia di Ondina e dei partigiani attivi in quella zona, avvalendosi della testimonianza di chi è ancora legato al passato. Così scopre una vicenda fatta di dolore e coraggio, di lotta per la libertà anche a costo della vita. Data di pubblicazione: 15 maggio 2026 Cliccando su “Aggiungi al carrello” e procedendo con l’acquisto prima della data di pubblicazione, effettuerai un pre-ordine: il libro sarà spedito subito dopo la data di pubblicazione.
  • L’azienda è solo un complesso di beni organizzato per il profitto o può essere una forma di “arte superiore”? Questo libro rompe il tabù che separa la contabilità dalla filosofia, proponendo un modello di gestione dove scienza ed arte danzano nello stesso gesto imprenditoriale. Attraverso un’analisi che spazia dal “coraggio di decidere” all’applicazione tecnica di tali decisioni, l’Autore guida il lettore nel passaggio cruciale dal potere alla custodia. Non si tratta di un manuale, ma di una riflessione introspettiva e cognitiva per chi vuole che il proprio capitale torni con più vita di quanta ne consuma. Un viaggio stoico tra margini di contribuzione e responsabilità sociale, dedicato a chi ha la “fame” di costruire imprese giuste, sostenibili e, a loro modo, eterne.
  • Dalla Roma antica alle feste di paese dell’Italia del Novecento, Tre giorni: storia d’amore e di santi intreccia vite lontane in un’unica, potente storia di fede, passione e speranza. Leonina, giovane martire cristiana, affronta la morte per amore della verità. Secoli dopo, nel 1800, un vescovo ne ritrova le reliquie e alimenta un culto che accende la devozione popolare. E in un’estate degli anni ‘80, un gruppo di ragazzi di provincia, sospeso tra sogni e disillusioni, si ritrova al centro di una festa in cui sacro e profano si confondono. Tra santi e peccatori, miracoli e desideri, l’autore racconta tre epoche diverse ma unite dalla stessa domanda: cosa resta di noi, oltre il tempo? Un romanzo corale, profondo e coinvolgente, dove la Storia e le storie si intrecciano in una trama che parla di amore, memoria e redenzione.
  • Fuori catalogo
    Il 12 settembre è una data sulla quale tutti hanno riposto molte aspettative. Il primo talent per scrittori sta per partire e quel giorno si svolgeranno i provini. Antonio il dittatore, Sante l’opportunista, Stefano il disilluso e Mauro il pavido, sono gli autori del programma. Il duro lavoro di Luce, timida ma tenace selezionatrice della ‘merda’, come sono chiamati in gergo i manoscritti, ha portato sul piazzale della Real Life TV una marea umana che preme per ottenere cinque minuti di celebrità davanti a una telecamera. Dietro quella telecamera Marika, la provinatrice, di una bellezza algida, ormai indurita dall’ambiente, darà prova della sua professionalità anche davanti all’imprevisto. In esterna invece Giampaolo, cameraman dal passato avventuroso in zone di guerra, riconoscerà il pericolo anche nei volti della gente. Ma il 12 settembre è soprattutto la loro data. Ludovico il bel bibliotecario, Rebecca la procace panettiera, Sharon l’avvenente commessa e Riccardo l’uomo delle pulizie, hanno tutti un manoscritto nel cassetto e in un modo o nell’altro sono arrivati a quei provini. Le loro storie, prototipi delle varie categorie degli “aspiranti scrittori”, si alternano a quelle degli uomini e delle donne che lavorano alla Real Life, in quegli Studios che prima ancora dei provini, sono teatro di passioni. C’è lussuria. C’è invidia. C’è superbia. C’è vendetta E poi, e poi c’è Bert.
  • Filippo è un medico brillante e affermato, con una famiglia unita e una solida posizione economica. Ma il destino, che fino a un certo punto gli ha elargito successo, salute e denaro, ha in serbo per lui un’amara sorpresa. In poco tempo, e quasi senza accorgersene, Filippo si ritrova infatti vittima del gioco online, che lo risucchia in un vortice di dipendenza e disperazione. Nulla riesce a tenerlo lontano dal gioco: né i sensi di colpa nei confronti della sua famiglia, né il peso sempre crescente dei debiti, né la perdita della reputazione e dell’autostima. Come posseduto da un’entità oscura e invincibile, Filippo continua imperterrito a frequentare il locale gestito dal suo amico Bruno. Solo l’incontro con un giovane religioso, che si materializza misteriosamente in quel locale fumoso e tentatore, e altrettanto misteriosamente scompare, riuscirà a dare a Filippo la chiave per aprire il suo cuore. Grazie alla fede e all’arma della preghiera, a un certo punto vede la malattia del gioco con occhi diversi, ne scopre il tratto più colpito e coinvolto, cioè l’Anima.
  • Stella ha 16 anni, scrive poesie e ha un rapporto conflittuale con il proprio corpo. Non riesce ad accettarsi per come appare all’esterno ed evita in ogni modo di vedere la propria immagine riflessa nello specchio. Inoltre, la sua vita sembra continuamente disseminata di dispiaceri e insoddisfazioni, come se ci fosse un’ombra che sovrasta e opprime la sua esistenza. Ma ogni ombra può essere rischiarata da una luce, da un bagliore che apre uno squarcio nel buio. Specchio e anima è la storia di un’adolescente alle prese con i problemi familiari, la scuola, i rapporti con i propri coetanei e un passato complicato. È la storia di un percorso interiore ed esteriore.
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