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Teresa è la donna più bella che si sia mai vista nel piccolo paese appenninico di Rocca San Rocco, luogo immaginario del racconto, ma per tutti i suoi inappagati spasimanti è ‘la Munnezzare’. Posseduta dal demone della rivalsa sociale, oltre che da uno più antico e inconsciamente radicato nel suo animo, smania di far carriera. Ma dopo il rocambolesco rapimento di suo figlio, il neonato Ruggerino, e la strana morte di suo marito, Giacomo Pardi, Teresa si fa così scaltra e spietata che le sue brame su Rocca San Rocco si identificano in quella di volersene impossessare allo scopo di spopolarlo, ricorrendo al sesso per riuscirci. La storia si snoda nel mistero del suo irrazionale proposito, misto a quello dei suddetti drammi familiari. E ha come sfondo l’atavico problema dello spopolamento, in questo caso da lei indotto, dei piccoli centri dell'Appennino italiano, dal dopoguerra ai giorni nostri.
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Un viaggio ai confini del mondo e di sé stessi. Riccardo parte per il Circolo Polare Artico con un obiettivo tanto affascinante quanto spaventoso: immergersi accanto a orche e balene, nonostante una fobia radicata e paralizzante per gli animali. È il culmine di un lungo percorso di preparazione fisica e interiore, fatto di apnea, bagni gelidi, allenamenti solitari e notti di panico. Ma è anche un viaggio nella memoria: tra ricordi familiari, legami profondi e avventure. Attraverso un’alternanza di presente e flashback, Misoghi, danzando tra le orche racconta il lento, faticoso cammino verso la libertà emotiva. Un romanzo di rinascita, in cui la paura non è un ostacolo da eliminare, ma una compagna da guardare in faccia. Perché solo attraversandola si può tornare a respirare davvero.
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Per quasi due anni è stato in coma in un letto d’ospedale. Ora è tornato a vivere. Della sua prima vita restano solo tracce nella memoria sconvolta dal trauma. La seconda è una spasmodica attesa che un editore accetti il suo romanzo. Un testo sbilenco e assurdo che alterna momenti poetici ad altri drammatici e confusi. Intanto, le sue giornate trascorrono all’insegna della trasgressione, in bilico tra pura follia e narcisismo esasperato. Agisce senza scrupoli per soddisfare un insano senso di giustizia, e la sua incapacità di amare lascia ferite profonde nelle molte donne che incontra. Eppure, una sensibilità particolare lo costringe a confrontarsi con le oscure pieghe della sua mente. Una mente che uno psicoterapeuta senza speranza non riesce a comprendere e curare.
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Che cosa spinge a tornare, quando restare è la scelta più difficile? Lì dove tutto ebbe inizio. Memoria, scuola e coraggio di restare apre una porta su una storia vera, intensa, attraversata da decisioni che lasciano il segno. Non è il racconto rassicurante di una scuola ideale, ma l’immersione profonda in un luogo vivo, fragile, necessario, dove ogni giorno si misura il peso della responsabilità dirigenziale ed educativa. Tra memoria e presente, l’autrice conduce il lettore dietro le quinte della leadership scolastica, nei passaggi in cui il dubbio convive con il coraggio e il ritorno diventa atto etico e umano insieme. Le pagine scorrono come un dialogo silenzioso con chi legge, chiamandolo a interrogarsi sul senso dell’educare, del guidare, del non fuggire. Un libro che non offre soluzioni, ma genera domande potenti e che, proprio per questo, resta addosso e chiede di essere letto.
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Oltre un secolo di ciclismo a Chieti e sul Block Haus
Effetto rosa nasce dall’esigenza profonda di restituire alla comunità una memoria condivisa, fatta di sport, territorio e identità collettiva. Non è soltanto un libro di ciclismo, né una semplice cronaca delle tappe del Giro d’Italia che hanno attraversato Chieti e l’Abruzzo: è un’opera che racconta come uno degli eventi sportivi più popolari del Paese abbia contribuito, nel corso di oltre un secolo, a costruire un immaginario comune, a rafforzare il senso di appartenenza e a dare voce a una comunità alle volte rimasta ai margini delle grandi narrazioni nazionali. La scelta editoriale di pubblicare Effetto rosa si inserisce pienamente in un progetto culturale che considera il libro come strumento di impegno civile. Attraverso un rigoroso lavoro di ricerca storica, giornalistica e iconografica, gli autori intrecciano le vicende del Giro d’Italia con la storia sociale, politica e urbanistica di Chieti e del suo territorio, dimostrando come lo sport possa diventare chiave di lettura privilegiata per comprendere le trasformazioni di una città e della sua gente. Dalle prime edizioni della “Corsa Rosa” ai grandi campioni che hanno fatto la storia del ciclismo, dalle tappe epiche sul Block Haus alle figure simboliche del ciclismo abruzzese, il racconto restituisce dignità e visibilità a un patrimonio spesso tramandato solo oralmente. Su questa scia, Effetto rosa rappresenta anche un atto di responsabilità verso la memoria locale. Pubblicare questo libro significa sostenere una narrazione che valorizza il territorio, le sue eccellenze paesaggistiche e culturali, ma soprattutto le persone che lo hanno animato: organizzatori, giornalisti, atleti, appassionati, cittadini comuni. È un’opera che riconosce allo sport un ruolo sociale fondamentale, capace di unire generazioni diverse, superare divisioni politiche e sociali, e offrire momenti di condivisione autentica anche nei periodi più complessi della storia italiana, dal dopoguerra agli anni delle tensioni civili. Inserito nella collana “Storie di sport”, Effetto rosa incarna l’idea di un’editoria attenta al territorio e alle sue comunità, che non rincorre la sola attualità ma investe sulla memoria come bene comune. Un libro pensato non solo per gli appassionati di ciclismo, ma per chi crede che raccontare lo sport significhi raccontare la società, le sue fragilità e le sue speranze. Pubblicarlo vuol dire affermare che anche le storie locali hanno valore universale, e che la cultura, quando nasce da un legame autentico con il territorio, può diventare strumento di consapevolezza e di futuro. -
I frati Tommaso da Celano e Giacomo da Bevagna tornano ad Assisi dopo tre anni di missione in Germania per rivedere Francesco, già molto malato. Restandogli accanto negli ultimi due anni di vita, Tommaso avrà l’occasione di incontrare Jacopa, con la quale stringerà un rapporto intenso e sofferto. La morte di Francesco trascinerà l’Ordine in una lotta tra fazioni dominata dalla smisurata personalità di frate Elia, in un vortice di intrighi e tradimenti che coinvolgeranno tre papi e un imperatore: Federico II, legato al mite frate Tommaso da un lontano e tragico evento. Tra fughe sull’Appennino e viaggi in Oriente, erboristi e alchimisti, inganni e segreti inconfessabili, Tommaso dovrà confrontarsi con le scelte di Elia, fino a un esito drammatico e inaspettato, grazie al quale capirà che Bene e Male spesso si confondono, non solo nella mente dei semplici.
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Riflessioni in vista del referendum
L’opera, che raccoglie una serie di riflessioni brevi sul tema del Referendum, rifugge la forma dello slogan e quella del Testimonial che dice a tutti come votare. Invita il lettore ad avvicinarsi al voto referendario maturando una propria, reale consapevolezza. -
Quest’opera poetica segna una rinascita per la poesia, infatti Giovanni Maria Tabassi forgia una nuova corrente artistica: il Pleromismo. Il nome deriva da Pleroma, che significa “Dio” e “pienezza”, pertanto la sua poesia aspira alla perfezione, dove la bellezza e il bene si incontrano, fondendo l’estetica barocca con la morale cristiana. Il Pleromismo è eclettico: cambia stile e metrica, ma in modi insoliti ed originali! I suoi versi sono lodi al creato nello spazio e nel tempo, alla vita, alla morte (anche dei paesini) e alla resurrezione. Sono versi ispirati da muse inusuali e si nutrono di fede, mitologia, matematica, fisica quantistica, astrofisica... e soprattutto d’amore. Un amore rivoluzionario per la società odierna. Infine il punto cruciale: l’oltreuomo non è chi fu narrato essere...
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Amicizia, amore e malavita nelle periferie di Roma. Emiliano, il Lupo solitario, e Ivan, una forza della natura, condividono l'adolescenza tra comitiva e discoteche, alcol e droga, sesso e motori. La Maturità li porta al bivio tra la vita di borgata e le contraddizioni dei quartieri alti. Ora, dipende tutto da una scelta sbagliata, una leggerezza o semplicemente dal caso. Il Lupo esplora il bel mondo, le sue feste, i suoi letti. E dove mai se lo sarebbe aspettato ritrova l'amore e la famiglia a cui aveva rinunciato. Ivan, in un turbine di alcol e cocaina, si ritrova tra le file della malavita, protetto di un vecchio boss. Il destino però è insolente, Esigerà che il nuovo mondo dell'uno possa essere salvato solo dagli errori in cui l'altro si è trascinato. Li troverà di nuovo fianco a fianco?
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Un fluido misterioso circola e si diffonde tra le pagine de Allo specchio dell’anima, libro autobiografico di Federica Zanca, in cui l’autrice ripercorre gli avvenimenti della sua vita dal 2002 ai giorni nostri. È un magma sottile e magnetico, che scava nelle viscere della terra come nelle radici degli individui, e parla di sogni e di libero arbitrio, di amore e morte, di destino e di realizzazione di sé: temi atavici, appassionanti, spesso tra loro antitetici, con i quali ogni uomo si trova a fare i conti. La ricerca, da parte della scrittrice, della propria identità diventa tutt’uno con l’aspirazione all’armonia interiore, con il desiderio di un’esistenza improntata sull’amore e con l’esperienza fondante della maternità. Una storia di indomabile ribellione, sulle tracce della felicità.
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Reggio Emilia, 1510 I fratelli Bebbi tornano a casa, dopo un anno in guerra. Vi è più pericolo tra le strade della città che sui campi di battaglia. Il sangue resta ancora impunito. La Pace è un miraggio. Un armistizio tra il Papa e Venezia può essere una nuova guerra per il Duca d’Este. Una tregua tra Giambattista e Baldassarre può essere una crepa tra i Bebbi. Il commercio del sale attizza il conflitto sia tra gli Stati, sia in città. Il Morotto è deciso ad approfittare dell’instabilità per affermarsi. La Romagna è assediata, a Modena serpeggia il tradimento, Alberto Pio aizza il Papa. I Bebbi sostengono gli Este con oratoria e armi, dentro e fuori le mura. Gli Scajoli cospirano coi Rangoni, i Gozzadini e il Duca d’Urbino. Paolo è deciso: proteggerà la sua famiglia, nulla resterà impunito.
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Antonio, ferroviere, si trova suo malgrado trascinato negli eventi drammatici della Seconda guerra mondiale. Dopo i bombardamenti del 1943 e l’occupazione tedesca, la sua esistenza tranquilla viene sconvolta per sempre. Per proteggere la sua famiglia, compie gesti che lo porteranno a essere un ricercato costantemente in fuga. Si nasconde quindi tra i monti, dove incontra uomini e donne che, come lui, non si piegano all’oppressione tedesca e si unisce alla Resistenza: dapprima come semplice staffetta, poi come combattente dei Gruppi di Azione Patriottica, infine arruolandosi nella gloriosa Brigata Maiella. Attraverso azioni di spionaggio, sabotaggi e scontri armati, Antonio affronta il dolore, la paura e un senso di colpa che non lo abbandona mai, scoprendo dentro di sé una forza che non credeva di avere.












