• Viaggiare per scoprire luoghi mai immaginati.Viaggiare per incontrare persone diverse da noi.Viaggiare per capire che siamo immersi in un mondo ricco e colorato da custodire con coraggio, passione e tanta allegria. Girovagando per l’Abruzzo. Insieme.
  • Dopo lo straordinario successo dello scorso anno, torna l’antologia della poesia edizione 2019, fortemente voluta dall’editore, che ringrazio per avermi nuovamente affidato la cura di questo volume. La ricerca poetica si fa pellegrinaggio tra gli attimi ed i frammenti, fra i momenti e gli spazi, per una delicata concezione del tempo che diviene a volte circolare, a volte malinconica, nella consapevolezza che tempus fugit e che la vita abbia bisogno di momenti iniziatici, di viaggi, più nei reconditi angoli della coscienza che in luoghi turistici o cantucci geografici, quasi un perdersi per ritrovarsi, un estraniarsi per ritrovare il senso del cammino, che si fa attimo, secondo, sogno, finanche rinuncia. La lettura del testo poetico va intesa e sollecitata, allora, come emozione immediata e bisogno-piacere inesauribile, nel superamento della tradizionale esperienza del lettore catturato dal testo, con l’auspicio di una figura di lettore partecipe-cooperante, del lettore-attore e, alla luce delle più recenti acquisizioni ermeneutiche, del lettore-autore.Come è stato giustamente detto “la poesia è essenziale alla vita. Nessuno ne può fare a meno, nessuno può disconoscere la sua importanza. Guardare il mondo senza un briciolo di poesia, senza un pizzico di meraviglia, è fare di esso un luogo occasionale e inanimato”. Alla poesia, si chiede intimità, serenità, pace, tranquillità; in un’epoca impregnata di così profonde lacerazioni, di così terribili scissioni, di così tremende frantumazioni, la poesia fa da tramite per la ricostruzione, ontologica e morale, di questi nostri tempi così travagliati e questa antologia si muove in questa direzione. (Dalla prefazione di Massimo Pasqualone)
  • La bambina e i samurai brasiliani: una saga migratoria presenta un resoconto in cui la famiglia dell’autrice è protagonista di numerose avventure migratorie, che hanno avuto il Brasile come destinazione. Il libro racconta la saga degli immigrati italiani e giapponesi che si sono incontrati nella città di San Paolo, le cui strade e storie si sono incrociate, svolgendosi in diverse generazioni fino all’arrivo dei nipoti dell’autrice, frutto della mescolanza di etnie e culture molto comune in Brasile. Il saggio affronta la formazione di diverse diaspore migratorie in vari momenti storici, legati alla fine del XIX secolo, a tutto il XX secolo e all’inizio del XXI secolo. Questo testo, attraverso la storia, la geografia, l’economia, la politica e il diritto, consente poi di ripercorrere la storia del Brasile e tutti i momenti cruciali che i brasiliani hanno vissuto, mostrando come una nazione che ha ricevuto molti immigrati ora è diventata un paese da cui molti partono alla ricerca di nuovi orizzonti. Mostra anche il ritardo nella mescolanza tra immigrati e brasiliani, l’importanza del matrimonio nelle famiglie degli immigrati, la difficoltà di ritornare al paese d’origine, il valore della famiglia, dell’educazione come via di crescita sociale ed economica, per non parlare dell’efficienza del Brasile nel forgiare la sua “brasilianità”. In un contesto storico più ampio, questo saggio storico-sociale tratta di un tema che coinvolge confini e Stati nazionali, le cui funzioni sono in costante cambiamento in questo mondo globalizzato. Sebbene la migrazione della popolazione su scala globale sia stata considerata una minaccia per la sicurezza degli Stati nazionali negli ultimi decenni, questo documento mostra quanto siano positivi i cambiamenti culturali, sociali ed economici derivanti dai processi migratori.
  • Ossa

    14,00
    Ossa è un progetto narrativo nato nel febbraio del 2018. È composto da diciassette racconti, di cui uno che costituiva l’incipit di quello che doveva essere il secondo romanzo dell’autore, che poi ha avuto un momento di stallo. Nella pausa che lo scrittore ha preso da questo secondo romanzo ha sentito la necessità di creare una sorta di esperienza di scrittura. Ha deciso perciò di “farsi le ossa”, appunto, dando vita a questa raccolta. I protagonisti delle storie narrate sono una manica di personaggi borderline: falliti, serial killer, artisti da strapazzo o in perenne conflitto con sé. Ci sono anche prostitute, trans, pervertiti e ragazzi con disturbi della personalità o alla ricerca della notte perfetta. Ognuno di loro, nel loro mondo e a loro modo, si trova a far fronte a situazioni grottesche e al limite del surreale dalle quali non sempre usciranno vincitori. Sono storie ricche di violenza, sfrenate passioni e mondi immaginari che vanno a formare così lo scheletro di quello che è lo stile di scrittura dell’autore.
  • “Michele era in avanscoperta verso ogni zona erogena nascosta, come un militare in cerca della posizione migliore per attaccare il nemico. La squadra specializzata nella geolocalizzazione dei focus dell’area di guerra era diventata la punta di diamante dell’esercito del sentimento. Ma Lisa non era un nemico da combattere, Michele non l’avrebbe mai ferita. Piuttosto si strinse la presa delle loro mani, diventò forte la complicità dei loro intenti tanto da far nascere, qualche chilometro più distante dal campo base, una fortezza difesa da una gigantesca bolla profumata che fungeva da scudo. Era il loro luogo di tregua segreto.”
  • Centouno balli letterari dal sedicesimo secolo a oggi, balli famosi come il reel di Orgoglio e pregiudizio o i valzer di Anna Karenina e de Il Gattopardo, balli divertenti come I viaggi di Gulliver e Moby Dick, crudeli come La signora delle camelie, infelici come Madame Bovary e Tonio Kröger. E ancora balli appassionati, sensuali, rituali, popolari, teatrali, in versi, in maschera, balli mancati, danze macabre e demoniache, mazurche, polche, samba, tango, flamenco e paso doble, perché la fantasia degli scrittori è pari a quella dei ballerini. Un invito alla lettura e... ad alcune tra le feste più famose della letteratura. Il diritto d’autore di questo libro verrà interamente devoluto all’Associazione “Mi fido di te” che si occupa di animali in difficoltà.
  • Donne e uomini venuti al mondo come margherite si alternano a bambini mangiati da una iena iena iena. È con l’occhio della giornalista e la fantasia della scrittrice, che l’autrice cuce emozioni, allucinazioni e fatti. Superando ogni regola. Partendo dalla sua esperienza personale - l’inaugurazione di una scuola in Africa, con relativo concerto di buon auspicio - trasforma la realtà in un gioco d’immaginazione, dove il sole cade come fosse un mandarino e l’Etiopia si popola di asini che volano e frati che pregano. Le foto in appendice sono la prova di un viaggio, che è diventato qualcos’altro. Il lettore potrà sfogliarle per documentarsi, oppure provare ad accoppiare uno scatto ad una pagina. Alla fine resterà una domanda: aveva ragione Carlo, lo steward di bordo? La storia raccontata sembra rispecchiare le sue parole sibilline.
  • La giustizia è un combattimento; non la si fa rispettare o stabilire senza sforzo e talvolta, pur di riuscirci, è necessario indossare una maschera, che sia di apparenza o l’oggetto concreto. Nel mitico e ingannevolmente solare Regno di Narwain, un giovane eroe lotta contro le ingiustizie e l’ipocrisia della tirannia incatenante la terra a cui appartiene questo apparente angolo di paradiso. Un raggio di luna, costretto a sbiadire di giorno e a brillare di notte. È così che si potrebbe descrivere il Vigilante Mascherato, nel bel mezzo della superficiale e corrotta città di Akhela, governata dalla crudele Fenice Bianca. Un breve, ma intenso, scontro tra bene e male, con teatro un immaginario mondo della nobiltà, creature magiche e poteri misteriosi.
  • È “il raccolto” di un percorso tormentato e sofferto, dove la rabbia ha portato alla luce la parte interiore di me, mostrandomi l’uscita dalle tante gabbie mentali che, in alcuni casi, il passato induce a costruire per auto- difesa. Un “raccolto” su un terreno coltivato con la passione per la vita col sorriso sulle labbra, nonostante le sventure, le cadute e gli ostacoli. Un “raccolto” di: “aspiranti” poesie, dediche e riflessioni, in cui gli Angeli mi hanno fatto sentire la loro presenza nei momenti più difficili, quando stavo per mollare. E in quei momenti, in cui si ha bisogno “d’un sogno forte e grande” che restituisca la grinta per non arrenderci ad una utopica e scontata… sorte.
  • LaVulpis, War, Dedalus e Millebaci, studenti della terza Tele C dell’Istituto Tecnico Industriale “Luigi di Savoia” di Chieti, alla fine degli anni ’80 affrontano il percorso adolescenziale, alla scoperta di se stessi, dell’amicizia, dei primi amori e del sesso. Tra risate, timori e incomprensioni, la crescita avverrà attraverso il confronto con gli altri compagni di scuola, con i professori e con i genitori. All’interno della classe i quattro dovranno vedersela con Schettini Lo Stronzo, attaccabrighe e violento. Gli insegnanti Fiore e Ludovici saranno molto severi e non accetteranno giustificazioni da chi studia poco e marina le lezioni. I genitori renderanno ancor più complicata la loro vita con alte aspettative e poco gradite intromissioni. Le disavventure scolastiche non intaccheranno la genuinità dei loro sentimenti vissuti tra le note delle canzoni di quel periodo.
  • La consueta leggerezza di una tranquilla estate cilentana viene offuscata dal ritrovamento sulla spiaggia del corpo senza vita di un giovane uomo. Un omicidio inspiegabile e oscuro, reso ancor più inesplicabile dalla penuria di indizi, primo fra tutti l’identità ignota della vittima. Inizia così la prima indagine del vicequestore Gabriele Pasini, poliziotto intuitivo e perspicace, dotato di un grande senso del dovere e segnato da esperienze forti e devastanti dalle quali non si è mai del tutto ripreso. Incubi notturni animano i suoi sogni, fantasmi tremendi si agitano nella sua mente alterata e fiaccata dalle vicende del passato, mostri che il mite e professionale dottore Giuseppe Guerra, suo amico e psichiatra, cerca di aiutarlo a superare. Di poche parole, coriaceo e tenero al tempo stesso, il vicequestore di Vallodiano è anche estremamente sensibile al fascino femminile. Il gentil sesso, d’altro canto, è attratto dal senso di sicurezza che Pasini sa infondere: Amelia, giovane e testarda, Monica, seducente e irresistibile, la collega Valeria, la misteriosa e indimenticabile Sophie... Quale sarà la donna che saprà fare breccia nel cuore impavido e passionale, ma sentimentalmente volubile, del vicequestore? Tra scoperte, rivelazioni, tracce e una serie di colpi di scena, il caso dell’uomo assassinato sulla spiaggia diventa più di un semplice delitto da risolvere, intrecciando e ricongiungendo vite, storie, ricordi, e coinvolgendo in prima persona lo stesso Pasini, in un denso e serrato percorso di ricerca mai scontato e dalla conclusione originale e inattesa. Una cosa è certa: i personaggi che l’autrice mette in campo sono emanazione dei tanti volti di un’umanità fragile e smarrita, scheggiata dal dolore. Nessuno scampa alla vita e a tutto ciò che di bello e di brutto essa porta con sé. I protagonisti di Profumo di lavanda sono, dunque, uomini e donne in cui convivono luci ed ombre, bene e male, forza e debolezza, a sottolineare come ogni individuo sia un essere enigmatico e duplice, che cela in sé sofferenza e infelicità, al di là dell’apparente normalità quotidiana. E anche l’assassino, in fondo, non sfugge a questa regola: per questo a lui va, se non il perdono, almeno l’umana pietà del consesso civile.