• Mi basta averti accanto è la storia di Angelica, cioccolataia e pasticciera “sotto copertura” che, trasferitasi a Scanno, un paesino dell’Abruzzo dal cuore d’acqua dolce, ha aperto una cioccolateria, una Wunderkammer, “camera delle meraviglie”, dove chi entra esce con il cuore “riparato”. “Guardo fuori e vedo dentro” è ciò che vale tanto per i suoi cioccolatini quanto per le persone. Dotata di una sensibilità rara e di un’intelligenza emotiva, reduce della vita e con il cuore segnato da profonde cicatrici, ha scoperto di possedere un dono: la conoscenza del cuore. Più lei gli si concede, più il dono cresce e opera miracoli. Stefano, enologo e winemaker, arrivato lì, “per caso” saprà ben presto farsi strada nel suo cuore troppo impegnato a prendersi cura dell’altro. Che sia lui a farle cadere la copertura e a dimostrarle che il vero amore ritrova sempre la strada di casa? Mi basta averti accanto per credere che, non bisogna mai stancarsi di fare il bene perché, prima o poi, quando meno te l’aspetti trova il modo per tornare da te.
  • “Una passeggiata nella storiatra Eroi, ricordi e tradizioni” rappresenta la ricostruzione originale e profonda di eventi storici e di fenomeni sociali che hanno lasciato un segno indelebile nelle coscienze degli individui. Nella prima parte vengono approfondite tematiche e vicende relative alla spedizione in Russia avvenuta durante la Seconda guerra mondiale: in particolare ci si sofferma sulla figura e sulle gesta del reduce Antonio Malascorta. La seconda parte è dedicata agli anni ’90, che hanno rappresentato una rivoluzione socio-culturale e politica generalizzata. La terza parte contiene un aggancio che tiene ancorato l’autore al proprio paese: si fa riferimento al vino Montonico e alla vendemmia intesa come momento di aggregazione.
  • La morte tragica della bella modella Arianna Lazaris sembra avere un’unica soluzione: ad ucciderla non può che essere stato il fidanzato, il giovane aitante attore Amleto Costa. Ma nulla è come appare e, sfidando l’opinione pubblica e le convinzioni della Procura, in una calda estate romana, l’avvocato Paolo Bandini, sua moglie, la giornalista Marta Lei, e il detective Viktor Skanzy si mettono sulle tracce della verità. La medaglietta dell’Associazione “Mano nella mano”, una famosa canzone di Elton John che allude al Mago di Oz, altri macabri ritrovamenti e una girandola di personaggi ambigui e inquieti costituiscono gli ingredienti di una trama intrigante e sfaccettata, a cui fa da cornice la storia oscura e infelice di un grande amore incompiuto, proveniente dal passato... Attraverso un susseguirsi incalzante e avvincente di avvenimenti e di colpi di scena, “il filo di Arianna”, come nel labirinto di Minosse, si srotolerà e riannoderà i lembi delle due vicende, rivelando, oltre al vero volto dell’assassino, la complessità insondabile della psiche umana.
  • Cecilia è una sognatrice, una che guarda il mondo come una porta da cui prima o poi entreranno opportunità, amore e felicità. Ne è sicura. Aspetta il suo momento come un regalo dovuto, e così si batte per ottenere il lavoro dei suoi sogni in un ambito, la pubblicità, che non lascia spazio a timidezza o indecisione. Deve rimboccarsi le maniche e dare il meglio di sé. Cecilia però non è sola, sa di poter contare sui suoi amici, quelli veri, quelli che la conoscono davvero e che crederanno in lei qualsiasi cosa accada. L’amore invece finora l’ha vissuto con inquietudine, la delusione per una ferita ancora aperta la frena, ma si concede attimi di leggerezza e batticuore sognando l’uomo misterioso che incontra spesso in metro e che ogni volta cerca di rincorrere con poco successo. Non esclude però l’idea di rinnamorarsi, di trovare la persona giusta con cui dare inizio a qualcosa di speciale. Quando arriva il suo momento, quando riesce a ottenere ciò che credeva di desiderare in amore e nel lavoro, inizia ad interrogarsi su ciò che realmente conta per lei e un vecchio amico, Giuseppe, le farà rivivere emozioni accantonate nel tempo. Darà ascolto a quelle sensazioni? La felicità si può trovare in treni già passati?
  • Purgatorio

    12,50
    La madre di tutte le opere letterarie raccontata da un giovane autore che dopo la pubblicazione de “L’Inferno di Dante per tutti” scrive la parafrasi della seconda cantica del Sommo Poeta, il Purgatorio. Un amore nato per caso quello di Alberto Molino, che mette in prosa il capolavoro di Dante permettendone una facile comprensione a studenti e appassionati che si trovano loro malgrado a fare i conti con l’antico linguaggio dell’opera, poetico e affascinante senza dubbio, ma anche ermetico e avaro nella comprensione per tutti i non addetti ai lavori. Nella traduzione letterale dell’autore è quasi come se Dante in persona cingesse il lettore accompagnandolo durante la lunga e faticosa salita nel secondo regno ultraterreno, consentendogli una facile lettura e una piena comprensione dei mirabili contenuti.
  • Una nuova consapevolezza, quella della protagonista del romanzo: da Kelly a Miss Bloom. Un viaggio in Italia, un sogno rivelatore, infine il ritorno ad Inveraray, il luogo d’origine. Il romanzo ripercorre alcune delle dinamiche dei suoi protagonisti, sviscerando i rapporti che li uniscono. Miss Bloom e Karl Schutzberg, due differenti passati in un unico presente, due immagini diverse riflesse in uno stesso specchio. Nuovi personaggi si affacciano all’orizzonte, nuove prove attendono Kelly, in un crescendo di situazioni drammatiche che si riveleranno fatali.
  • Rimasto seppellito per più di due millenni e riportato casualmente alla luce nel 1934, il Guerriero di Capestrano, avvolto dal mistero per la ricchezza di segreti che custodisce gelosamente, viene conquistato dalla ricorrente presenza di una giovane visitatrice nel Museo Archeologico di Chieti. Decide così di raccontarle la sua breve ma intensa vita di uomo e guerriero, dal rito di iniziazione dei giovani Vestini, al matrimonio con Ninis, allo scontro con i Marsi. Le rivelerà anche i dettagli intimi della sua duplice essenza, oggetto di annosi studi e confronti. Un intreccio delicato di scarne fonti storiche e vivace fantasia per rendere onore al simbolo del coraggio e della fierezza delle genti d’Abruzzo.
  • L’opera ha un nucleo di partenza, costituito dal racconto “Il Testimone“, collocato storicamente più indietro rispetto agli altri e con un “sequel “diretto (ma ci sarà spazio per un racconto intermedio) ne “La morte della regina“, e per argomenti e schemi comuni sono derivati tutti gli altri. L’idea di fondo è che dal ‘400 in avanti la musica abbia offerto un tramite all’alchimia per diffondersi e trasmettersi, analogamente a quanto era avvenuto con la pittura, la scultura, la poesia e l’araldica. Se però in questi altri ambiti sono apparsi studi più o meno approfonditi, per la musica ciò è avvenuto molto meno: per colmare questo vuoto, già da qualche anno l’autore si è impegnato a diffondere tramite saggi ed articoli, a stampa e su blog, i risultati di una minuziosa ricerca. Una parte di tale studio è riportata nel saggio che accompagna o più propriamente introduce e contestualizza i racconti. Questi ultimi aggiungono il fascino di una narrazione animata a dati storico-filologici forse meno solidi scientificamente, ma pur sempre interessanti come ipotesi, per di più niente affatto infondate. Nei racconti quasi tutti i personaggi sono realmente esistiti, spesso indicati con il solo nome di battesimo per lasciare al lettore la possibilità di scoprire autonomamente la loro vera identità.
  • In un percorso che si snoda lungo i tracciati antichi e contemporanei della nostra penisola, si dipanano e si dispiegano i racconti, eterogenei per stile e contenuto, raccolti in “Il tempo, gli uomini, le cose”: uno spaccato singolare e quanto mai variegato di un’Italia passata, presente e futura, scrigno di sentimenti, emozioni, fatti storici, storie picco- le e grandi, reali e inventate. Il riferimento all’Italia, benché sempre presente, diventa il più delle volte solo il pretesto, l’occasione, il trampolino di lancio per narrare, per avventurarsi nei meandri di una parola che vuole farsi, a seconda dei casi, testimonianza, vento buono, pietra d’inciampo, denuncia o speranza. Segno. Piccolo baluardo che si opponga e resista al crudele, ma inevitabile, fluire del tempo, alla fragilità della vita, al dilagante nulla che ci circonda. Una parola, quindi, che dà voce alle più complesse e sfaccettate inquietudini emotive dell’uomo, soffermandosi e affacciandosi sui paesaggi interiori oltre a fluttuare sulle coordinate spazio-temporali di una mappa territoriale frastagliata, policroma e bellissima. In ogni modo ciascun racconto, partendo dal micro-orizzonte in cui è situato, indagando nei ripiegamenti esistenziali e intimi dei personaggi, diviene specchio e paradigma del proprio tempo, lasciando emergere in particolare l’umanità profonda e screziata delle storie, sospese tra memoria e nostalgia, tra ironia e disillusione, tra sogno e poesia. Ventinove autori sono stati selezionati in quest’antologia, frutto della prima edizione del Premio di selezione editoriale per inediti “Racconti tricolore”, ideato e organizzato dall’agenzia Scribo; ventinove scrittori che si sono cimentati con il genere del racconto breve e che hanno deciso di sfiorare e accarezzare nelle loro narrazioni i calchi antichi o più recenti di una storia comune, che si disperde nei mille imprevedibili rivoli degli eventi minori, minimi, qualche volta perduti o dimenticati, e dei moti interiori, umani. L’Italia funge qui da ampio contesto. È una scenografia che accoglie, facendosene testimone, circostanze eterogenee e diversissime. Il Bel Paese si trasforma in un teatro dei vizi e delle virtù, della meraviglia e del disincanto, della pervicacia e della resa. Gli autori antologizzati nella presente pubblicazione sono: Antonio Albanese, Salvatore Luciano Bonventre, Andrea Carloni, Stefano Carnicelli, Pablo Cerini, Adriana De Leonardis, Fabiano Di Campli, Giovanni Di Guglielmo, Luca Dragani, Irene Giancristofaro, Irene Giuffrida, Libera Iannetta, Antonio Laurino, Giorgio Lupo, Giovanni Marangio, Marilisa Munari, Umberto Nasuti, Tommaso Nidasio, Sara Palladini, Milena Privitera, Vanessa Quarantacinque, Valerio Ruggieri, Maria Scerrato, Dante Troilo, Amelia Va- lentini, Sandra Vannicola, Maria Pia Vittorini, Cristian Zulli, Giusi Zulli Marcucci.
  • Viaggiare per scoprire luoghi mai immaginati.Viaggiare per incontrare persone diverse da noi.Viaggiare per capire che siamo immersi in un mondo ricco e colorato da custodire con coraggio, passione e tanta allegria. Girovagando per l’Abruzzo. Insieme.